Il Tirreno

No agli schiamazzi di cani e proprietari

Proteste ad Avenza, nel mirino l’area di sgambamento «Un inferno per chi abita vicino al giardino pubblico»

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CARRARA. Protesta per «schiamazzi diurni e notturni ai giardini accanto al distretto di Avenza drell’Asl e all’asilo Finelli». Il dottor Maurizio Mori, sociologo e psicologo, e consulente d’impresa, segnala alle autorità competenti la situazine che a sua dire avrebbe «tolto la serenità, il sonno e la possibilità per le mamme di portare i bambini all'ombra dei pini dei giardinetti accanto all'Asilo Carlo Finelli: mi riferisco alla combinazione di almeno due fattori che hanno inquinato gravemente la qualità della vita di circa 200 famiglie che abitano attorno ai giardinetti in questione».

Il primo fattore di almentela è «lo sgambatoio per cani che il Comune di Carrara ha inserito nell''area dei giardinetti (verde pubblico nel piano regolatore) senza – sostiene Mori – che lo sgambatoio abbia le caratteristiche che la legge richiede per questo servizio pubblico». Forse si riferisce al fatto che è vicino alle case.

«Questo ha comportato che ad ogni ora del giorno e della notte ci sia un susseguirsi ininterrotto di proprietari di cani che a frotte si ritrovano nei giardini , non entrando quasi mai nello sgambatoio e lasciando i cani guaire ed abbaiare a volontà, sovrapponendo allo sgradevolissimo abbaiare anche le urla dei loro comandi ai cani che non li ascoltano. E' un vero inferno per chi ha la camera da letto o il terrazzo che sporge verso i giardinetti e non ci sono né vecchi, né ammalati né bambini che tengano, ad ogni ora del giorno e anche di notte la musica resta sempre la stessa».

Mori aggiunge che «ad aggravare questo insostenibile stato di cose esiste poi una famiglia che ha pensato di accogliere in casa propria 5 cani adulti di razza pitbull e circa 6 o 7 cuccioli recentemente nati (in casa), questi animali sono tenuti su un terreno che si allunga nello sgambatoio, provocando continui scambi rabbiosi di abbaiamenti forsennati ed urla, fra i cani dei cittadini che usano lo sgambatoio e i cani dei privati confinanti (che di notte la fanno da padroni ululando alla luna), insomma una apocalisse del rumore canino che ha tolto la serenità a circa 200 famiglie del quartiere, che sono costrette a chiudere le finestre in piena estate oppure ad uscire di casa per trovare un po’ di serenità e togliersi dalle orecchie il continuo latrare dei can e le urla dei loro padroni».

Il dottor Mori conclude: «Se è vero che in democrazia la mia libertà finisce dove inizia la tua, ebbene questo concetto sembra essere del tutto sconosciuto al Comune di Carrara e ai suoi amministratori, che si lavano continuamente la bocca con la parola giustizia, equità, democrazia, avallando poi soprusi».

Se non c’è pace per gli abitanti della zona, non c’è pace neppure per quell’area di sgambamento che nelle scorse settimane, è stata al centro di un’altra vicenda su cui hanno effettuato controlli le autorità competenti, a seguito della morte o di gravi malori (si è parlato di avvelenamento), di alcuni cani, che con i proprietari erano soliti frequentarla.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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