Sicurezza
La legge non transige: anche il Mon Chéri va autorizzato
MASSA. Bar, ristoranti, supermercati, alimentari: chiunque vende alcol deve avere l’Utif. A voler essere pignoli, però, l’alcol è presente in una vastissima gamma di prodotti, non solo nel vino e...
MASSA. Bar, ristoranti, supermercati, alimentari: chiunque vende alcol deve avere l’Utif. A voler essere pignoli, però, l’alcol è presente in una vastissima gamma di prodotti, non solo nel vino e nella birra, ma anche nei profumi e nel pane confezionato, negli sciroppi e perfino nei cioccolatini. Anche a profumerie, panifici e farmacie serve la licenza?
«Nel caso delle farmacie e dei panifici industriali che usano l’alcol per la conservazione del pane, la licenza non serve – spiega Fabrizio Tammaro dell’Agenzia delle Dogane – perché l’alcol è usato per lavorare il prodotto».
Seguendo la legge alla lettera, anche chi vende i Mon Chéri deve avere la licenza: il cioccolatino nasconde infatti un cuore di liquore. Pagano sicuramente i produttori di profumi perché rientrano tra gli «impianti di produzione su base forfettaria, di trasformazione, di condizionamento, di alcol e di prodotti alcolici», previsti dal Testo unico. «Sulle profumerie, però, mi riservo di fare ulteriori approfondimenti», spiega Tammaro. Se non è chiaro all’Agenzia... (f.f.)
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