Il Tirreno

Erp, la morosità ancora al 22 per cento

Erp, la morosità ancora al 22 per cento

Il bilancio chiude in attivo (ma di soli 40mila euro), avviate 112 pratiche per regolarizzare gli affitti arretrati

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CARRARA. La crisi morde e lo si vede anche dalla morosità degli affitti dell’Erp, l’ente che gestisce gli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Fra i dati di bilancio vi è infatti una tabella che mostra la percentualità della morosità, anno per anno, calcolata sulla base di quanto non percepito nel febbraio dell’anno successivo a quello di riferimento.

Ebbene, l’Ater aveva una media del venti per cento di morosità; con la trasformazione in Erp, nel 2005 si è passati al 16,26%, scesa al 14,34% nel 2006 e stabile al 14,38% nel 2007. Poi, le difficoltà economiche hanno subito avuto un riscontro nella riscossione: nel 2008 si è balzati al 21,9% per cento, un aumento secco della morosità di oltre sette punti percentuali; un calo relativo, 19,97% nel 2009, e nuovo balzo nell’anno peggiore della storia recente, il 2010, con il 24,02%. Praticamente, vi erano problemi di riscossione per un inquilino ogni quattro. Nel 2011 la morosità si è attestata al 22,18%. Come spiega il bilancio dell’ente presieduto da Luca Panfietti, nel corso dell’esercizio del 2011 è stata intensificata l’attività di recupero crediti, già avviata nell’anno precedente, il che ha portato l’ufficio ad affidare 112 nuove pratiche ai legali e alla stipula di 106 nuovi piani di rientro, per un totale di 254mila euro. Ma è evidentemente una partita complessa, difficile, sul quale comunque il consiglio di amministrazione, come ha dichiarato più volte, intende insistere.

Per fare cassa, l’Erp vorrebbe anche vendere maggiormente le case, ma anche nel 2011 - si sottolinea nel bilancio - vi sono state “alcune criticità da attribuire sia a una perdurante eccessiva burocratizzazione delle pratiche, sia a difficoltà nei rapporti con gli utenti”. Morale: sono stati stipulati solo 42 contratti di compravendita, la cui istruttoria era iniziata negli anni precedenti.

Una situazione complessiva di difficoltà che inevitabilmente si ripercuote anche nei numeri finali del bilancio. L’Erp è complessivamente una azienda ben gestita, che riesce a produrre utili, ma nel 2011 si è scesi a 40mila 674 euro dai 260.774 del 2010.

A scendere i ricavi netti, passati da nove milioni e 300mila euro circa, a 8 milioni e 110mila euro; cresce il costo del lavoro (da un milione e 691mila euro a un milione e 948mila), e cresce anche la massa dei crediti verso clienti (fra cui principlamente le morosità, appunto): erano poco meno di dieci milioni di euro nel 2010, sono balzati a oltre 13 milioni e 190mila euro nel 2011.

Scesi i costi di manutenzione, da 828mila a 615mila euro, scesi i ricavi da canone di locazione, passati dai sei milioni e 354mila euro del 2010 ai cinque milioni e 933mila euro del 2011; un saldo negativo di oltre 421mila euro. Per il futuro, fra le raccomandazioni del consiglio di amministrazione “maggiore solerzia e attenzione nel provvedere con sollecitudine ai rinnovi delle assegnaizoni temporanee scadute. In alcuni comuni il numero di Ost - occupanti senza titolo è troppo alto in relazione al numero di alloggi regolarmente assegnati”. (m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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