Il Tirreno

Tute blu in allarme salgono le paure sul futuro di Nca

Tute blu in allarme salgono le paure sul futuro di Nca

Anche il sindaco ha forte dubbi sulla proposta di Ocean E intanto si accendo i riflettori anche sul caso Syn-Tech

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CARRARA. Sciopero dei metalmeccanici: no alla desertificazione industriale. Il rischio per la provincia di Massa-Carrara è quello di finire nel tunnel di una crisi economica e sociale di cui a oggi non si riesce a immaginare la fine: è questo il grido di allarme che i metalmeccanici hanno lanciato ieri in occasione dello sciopero indetto dai sindacati di categoria. Un appello partito dal corteo, fino alla Camera di Commercio, dove si è tenuta un'assemblea. Una mobilitazione a cui hanno aderito 250 persone, con una partecipazione che, in tempi di crisi, i rappresentanti di Fim, Fiom e Uilm hanno giudicato comunque soddisfacente. «E' per rispondere a questa grave emergenza che le singole vertenze si unificano in una sola», dichiara Giancarlo Leorin, segretario provinciale di Uilm-Uil. «Dobbiamo essere uniti e per questo è particolarmente preoccupante la latitanza degli industriali, che invece di avanzare proposte e progetti si trincerano dietro un silenzio assordante», attacca Claudio De Santis, segretario provinciale di Fiom-Cgil. «La Regione deve fare di più per le vertenze del nostro settore. In questi mesi, sia su Eaton sia su Nca l'amministrazione toscana ha speso tante parole, a cui non sono seguiti però fatti concreti. Penso all'acquisizione dell'area Eaton ma anche alle promesse fatte a Nca sulle lavorazioni collegate alla Costa-Concordia», osserva Marco Battistini, segretario di Fim-Cisl. Una vertenza territoriale unica, in cui però spiccano - per numeri e ricadute sociali - i "casi" Eaton, Syntec e Nca.

«Dopo 3 anni, 8 mesi e 20 giorni di battaglie non abbiamo più tempo, né forza, né speranza. Dopo tante promesse, siamo stanchi», sottolinea Gioacchino Pitanti, intervenuto a nome dei 345 operai ex Eaton che, a fine anno, perderanno definitivamente anche gli ammortizzatori sociali. Dallo sconforto di chi ha vissuto una vertenza storica del nostro territorio, a chi si avvia ad affrontarne una "nuova di zecca": «Lo scorso 14 giugno ci hanno detto che a causa della flessione del mercato l'azienda sarà delocalizzata. Questo mette a rischio il futuro di 45 dipendenti e per questo lanciamo un appello alle istituzioni affinché intervengano per tutelare le nostre professionalità», racconta Raffaele Angellili, rsu di Syntech.

Grande spazio ovviamente è stato riservato alla vertenza Nca. Le tute blu di Nca hanno ribadito che in questa fase la priorità è avere una convocazione in tempi brevi al ministero dello Sviluppo per conoscere finalmente le vere intenzioni della Ocean Indipendence; la preoccupazione è che il prolungarsi del mistero sul piano industriale della Ocean, riduca i tempi per la ricerca di eventuali soluzioni alternative, in vista della scadenza del 31 dicembre, termine dopo il quale Invitalia procederà alla liquidazione del cantiere. E sull'urgenza di tornare a confrontarsi con il governo, si è trovato d'accordo anche il sindaco Angelo Zubbani: «Ho sentito il sottosegretario De Vicenti giovedì e si è impegnato a farci sapere qualcosa entro la metà di luglio», spiega il primo cittadino, confermando che la prima data ipotizzata, quella del 2 luglio è ormai sfumata. Zubbani si è inoltre detto disponibile a sostenere la vertenza anche con azioni forti, senza nascondere i dubbi che lui stesso nutre sulla capacità della Ocean di mantenere gli attuali livelli occupazionali del cantiere. E proprio per mantenere i riflettori accesi in attesa di una chiamata dal governo, i lavoratori del cantiere hanno annunciato una serie di iniziative, che potrebbero proseguire e intensificarsi nei prossimi giorni: ieri mattina intanto le rsu hanno invaso pacificamente la sala del consiglio comunale, dove sono state lasciate a mo' di presidio le bandiere dei sindacati di categoria. All'esterno della sala, affacciato sul parcheggio sottostante il comune e ben visibile a tutti i passanti, è stato invece appeso lo striscione rosso con la scritta "Rsu Nuovi Cantieri Apuania". «Vogliamo spostare la battaglia da dentro a fuori il cantiere, per allentare le tensioni e coinvolgere la città», hanno spiegato i rappresentanti dei lavoratori. A preoccupare i dipendenti di Nca non ci sono solo i molti dubbi sul potenziale acquirente svizzero, ma anche l'imminente varo della nave Rfi e l'apertura della cassa integrazione in deroga: «Fino a quando non avremo la convocazione a Roma ci opporremo in ogni modo al varo, senza la nave la nostra capacità di contrattare sarebbe ridotta a zero. Per questo abbiamo chiesto anche alle istituzioni e alla Prefettura di convincere la dirigenza a rinviarlo», hanno spiegato le tute blu.

Cinzia Chiappini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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