Finanza
Politeama, giallo del progetto scomparso
Udienza choc, il super consulente della Procura rivela: le 6 tavole originali di Caselli e il libro mastro non si trovano più
CARRARA. Il progetto originale del Politeama, le sei tavole firmate da Leandro Caselli (datate 1892) non si trovano più. E potrebbero essere appese al muro in qualche collezione privata.Una scoperta choc nell’ultima udienza, prima della pausa estiva (si riprenderà il prossimo 1° ottobre) del processo Politeama. La vicenda, lo ricordiamo, prende le mosse nel giugno del 2008 con l'allarme, e di seguito i sigilli, per una colonna lesionata all'interno del Politeama. Sullo sfondo l'ipotesi di un concorso di colpa per chi avrebbe fatto dei lavori in casa, con pesi eccessivi arrecando un aggravio ai danni strutturali del palazzo.
Sono imputati a vario titolo per disastro colposo e truffa Ugo Tolaini, la moglie Nella Pasquini rispettivamente amministratore della società Caprice e presidente del cda; i dipendenti comunali Claudio Bacicalupi (avvocato Paolo Barsotti) dirigente del Settore urbanistica e Cesare Marchetti dello stesso settore (avvocato Luca Pietrini), Maria Teresa Tongiani amministratore unico e legale rappresentante della Politeama srl .
Il giallo del progetto originale scomparso Il progetto originale dell’edificio di piazza Matteotti e il libro mastro del tempo non si trovano più. O meglio, sono scomparsi dall’archivio di Stato di Massa e da un altro ufficio comunale, quello dei lavori pubblici, dove venivano conservati. E spunta anche un vero e proprio giallo destinato ad essere risolto solo nella prossima udienza: «Qualcuno ha preso in prestito quel progetto - ha dichiarato davanti al giudice il consulente della Procura, professor Daniele Ferretti - Il mio collega, ingegner Morelli, potrà dire qual’è il nominativo segnato nell’elenco prestiti. Io non lo ricordo». «Quelle tavole - ha concluso il professore - potrebbero essere anche entrate a far parte di collezioni private, visto che hanno un grande valore».
«Ecco gli interventi che hanno minato l’edificio» Ma non è solo la scomparsa del progetto originale del Politeama, tirato più volte in ballo da uno dei legali della difesa, Francesco Borasi del foro di Milano, che assiste Nella Pasquini della Caprice Srl (insieme all’avvocato Alessiomenconi) e Ugo Tolaini (insieme al legale Vanni Cecchinelli), a tenere alta l’attenzione nell’udienza di ieri davanti al giudice Ferri e al pm , dottor Alberto Dello Iacono, dedicata al controesame del consulente Ferretti. Una sessione, durata dalle 8 e 30 del mattino (mezz’ora prima dell’inizio consueto delle udienze) fino alle 16 del pomeriggio, no-stop, tutta dedicata alla relazione tecnica del professor Daniele Ferretti, consulente della Procura. Un vero esperto in materia: docente di Tecnica delle Costruzioni alla facoltà di ingegneria dell'Università di Genova e al Politecnico di Milano, specializzato nella stabilità delle colonne degli edifici storici. È il professor Ferretti a ripercorrere, in sintesi gli interventi che si sono succeduti nel corso degli anni. E che hanno fatto il male del Politeama: a cominciare da quelli sulle volte e sulla copertura dell’edifico che ne hanno aumentato «i pesi da sostenere fino al 20%». «Il tetto dell’edificio già prima del 1989 era deteriorato, e avrebbe dovuto essere rimesso a posto con un intervento conservativo. Con catene metalliche nuove al posto di quelle lesionate e un rafforzamento delle rotaie - dice - Per aumentarne i volumi, poi il tetto è stato demolito e sostituito con un tetto in cemento armato».
Per il Politeama mattoni e materiale scadente È un altro degli aspetti “nuovi”, e destinato a far discutere, emerso nell’udienza di ieri del processo Politeama. «In alcuni pilastri c’erano inclusioni di marmo - ha dichiarato il consulente Ferretti - E la scelta dei mattoni non era di prima qualità. Anzi, presentavano dei cosiddetti “calcinelli” all’interno, ossia dei pezzi di carbone e altre intrusioni». «L’edificio - ha sottolineato l’avvocato Borasi - era stata costruito con materiali scadenti». Ma, e su questo il super consulente ha posto grande attenzione: «Il Politeama avrebbe retto, sono stati gli interventi successivi a creare i problemi strutturali»
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