Il Tirreno

Che bella questa estate nell’orto di Nonno Cecco

di Margherita Mazzarella
Che bella questa estate nell’orto di Nonno Cecco

L’azienda di Romagnano apre un centro diurno per scoprire antichi sapori e arti Dedicato ai bambini è il primo passo per la creazione di una cooperativa sociale

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MASSA. Non solo un agriturismo, non solo un’azienda agricola, non solo un centro ricreativo: “Nonno Cecco”, a Romagnano, appartiene alla categoria delle aziende agrituristiche, ma quello che offre al suo territorio è molto più di un punto ristoro e di produzione enogastronomica.

Da qualche giorno la titolare dell’azienda, Laura Giusti, grazie alla collaborazione di tanti giovani della zona, ha dato il via a un progetto che ha tutte le carte in regola per andare avanti nel tempo e crescere sempre più, e che fin d’ora si annuncia innovativo e di successo: un centro estivo per ragazzi e giovani, che dal 18 giugno appunto, e fino al 31 agosto, potranno partecipare ad attività ludico ricreative ma anche, e questa è la grossa novità, ad attività legate all’agricoltura e agli antichi mestieri della periferia collinare massese, in un percorso di viste guidate e serate a tema alla riscoperta di misteri e sapori dei prodotti della terra e della cucina locali.

«Porteremo i ragazzi sulle vigne - ha detto Laura Giusti - per far conoscere loro direttamente i mestieri che furono dei nostri nonni e che purtroppo non sembrano essere destinati a diventare quelli dei giovani d’oggi, ma organizzeremo anche serate musicalia tema, feste enogastronomiche, giochi, appuntamento culinari per far conoscere ai ragazzi i cibi di un tempo, dalle salacche, alle aringhe ai dolci da forno tradizionali, il tutto puntando sull’aspetto aggregativo del progetto».

Per il momento sono una trentina i ragazzi iscritti al centro che frequentano l’azienda praticamente tutti i giorni e partecipano alle uscite in programma pagando una quota di 60 euro per l’intera stagione. «Molti dei nostri iscritti sono bambini figli di persone che lavorano - spiega la titolare - e li lasciano da noi per mezza giornata e oltre. Per chi non può permettersi di pagare la retta vengono in aiuto i contributi di privati e parrocchie che ci danno una mano. Non escludo di riuscire a dare un piccolo compenso ai ragazzi che mi stanno aiutano e che ringrazio di vero cuore: Elisabetta Fazzi, Mattia Tonlazzerini, Valerio Gianni, Gianmarco Marras».

Non sempre periferia è sinonimo di ignoranza, insomma, e stavolta è da Romagnano che arriva un’idea che, nelle speranze di chi l’ha realizzata, potrebbe essere il primo passo verso la creazione di una vera e propria cooperativa sociale finalizzata a migliorare la vita di tanti e di un territorio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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