Attenzione
Che bella questa estate nell’orto di Nonno Cecco
L’azienda di Romagnano apre un centro diurno per scoprire antichi sapori e arti Dedicato ai bambini è il primo passo per la creazione di una cooperativa sociale
MASSA. Non solo un agriturismo, non solo un’azienda agricola, non solo un centro ricreativo: “Nonno Cecco”, a Romagnano, appartiene alla categoria delle aziende agrituristiche, ma quello che offre al suo territorio è molto più di un punto ristoro e di produzione enogastronomica.
Da qualche giorno la titolare dell’azienda, Laura Giusti, grazie alla collaborazione di tanti giovani della zona, ha dato il via a un progetto che ha tutte le carte in regola per andare avanti nel tempo e crescere sempre più, e che fin d’ora si annuncia innovativo e di successo: un centro estivo per ragazzi e giovani, che dal 18 giugno appunto, e fino al 31 agosto, potranno partecipare ad attività ludico ricreative ma anche, e questa è la grossa novità, ad attività legate all’agricoltura e agli antichi mestieri della periferia collinare massese, in un percorso di viste guidate e serate a tema alla riscoperta di misteri e sapori dei prodotti della terra e della cucina locali.
«Porteremo i ragazzi sulle vigne - ha detto Laura Giusti - per far conoscere loro direttamente i mestieri che furono dei nostri nonni e che purtroppo non sembrano essere destinati a diventare quelli dei giovani d’oggi, ma organizzeremo anche serate musicalia tema, feste enogastronomiche, giochi, appuntamento culinari per far conoscere ai ragazzi i cibi di un tempo, dalle salacche, alle aringhe ai dolci da forno tradizionali, il tutto puntando sull’aspetto aggregativo del progetto».
Per il momento sono una trentina i ragazzi iscritti al centro che frequentano l’azienda praticamente tutti i giorni e partecipano alle uscite in programma pagando una quota di 60 euro per l’intera stagione. «Molti dei nostri iscritti sono bambini figli di persone che lavorano - spiega la titolare - e li lasciano da noi per mezza giornata e oltre. Per chi non può permettersi di pagare la retta vengono in aiuto i contributi di privati e parrocchie che ci danno una mano. Non escludo di riuscire a dare un piccolo compenso ai ragazzi che mi stanno aiutano e che ringrazio di vero cuore: Elisabetta Fazzi, Mattia Tonlazzerini, Valerio Gianni, Gianmarco Marras».
Non sempre periferia è sinonimo di ignoranza, insomma, e stavolta è da Romagnano che arriva un’idea che, nelle speranze di chi l’ha realizzata, potrebbe essere il primo passo verso la creazione di una vera e propria cooperativa sociale finalizzata a migliorare la vita di tanti e di un territorio.
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