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Scoperta la banda di truffatori degli assegni “cabrio”

Scoperta la banda di truffatori degli assegni “cabrio”

Denunciati 3 donne e 4 uomini di famiglie sinti italiane facevano credere che una ditta edile fittizia fosse reale

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CARRARA. Hanno simulato di essere soci di una impresa edile per mettere a segno una serie di truffe in negozi e ditte di Massa, Carrara e Sarzana. Una gang composta da sette persone, tra cui tre donne, è stata sgominata dagli agenti del commissariato di Carrara. Tutti e sette i componenti della banda, appartenenti a famiglie di sinti italiani, sono stati denunciati per associazione a delinquere finalizzata alla truffa. I colpi messi a segno hanno fruttato circa 30 mila euro. La banda - secondo quanto ricostruito - si era divisa i compiti: la batteria delle donne, tutte ben vestite, prendevano di mira i negozi commerciali per lo più oreficerie per comprare merce e oggetti poi pagati con assegni privi di copertura. Stessa tecnica utilizzata dagli uomini che invece acquistavano materiale edile da ditte locali. Gli assegni utilizzati erano quelli rilasciati dalla Cassa di Carrara facendo figurare una ditta edile in realtà inesistente.

L’indagine portata avanti dal commissariato di Carrara è stata complessa ed articolata, ed è stata coordinata dal sostituto procuratore Vito Bertoni. Per tutti e sette l’accusa è di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di numerosi “reati scopo” – ossia i reati commessi nell’ambito dell’attività della consorteria criminale – ed in particolare una serie di truffe.

Nella truffa degli assegni “cabriolet” sono finiti tre negozi e altrettante ditte edili.

La banda operava, come detto, suddividendosi in due distinti “sottogruppi”: le donne prendevano di mira negozi di diversa natura mentre gli uomini, fingendo l’esistenza di una ditta edile in realtà non attiva, “puntavano” gli ingrossi del settore. Le attività investigative dell’anticrimine permettevano di accertare – con apposita delega di accertamenti bancari – che una delle indagate nel luglio del 2010 apriva un conto corrente, successivamente estinto nell’ottobre dello stesso anno, presso l’istituto Cassa di Risparmio di Carrara, filiale di Fosdinovo – Caniparola, intestato alla ditta edile rivelatasi poi fittizia, ritirando nell’occasione due carnet di assegni. Questa fittizia ditta individuale, di cui una delle indagate risultava unica titolare, era stata aperta nel giugno del 2010 e cancellata d’ufficio dall’Albo delle Imprese Artigiane con delibera del gennaio 2011 in quanto il titolare non aveva prodotto la documentazione necessaria per dimostrare l’effettivo svolgimento delle attività. In più non c’erano sede, ufficio, locale o depositi.

Secondo gli investigatori, era un’iniziativa strumentale alle successive truffe. In tutte le attività prese di mira sono stati staccati assegni dello stesso carnet, tutti rigorosamente risultati scoperti.

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