La manifestazione
Preso l’aggressore dei due adolescenti
Arresto in diretta nella stessa piazza in cui per poco non aveva ucciso i due sarzanesi: è un 19enne aiuto cuoco
SARZANA. Ha continuato a fare serata nella centralissima piazza Garibaldi insieme ai suoi amici come se niente fosse, ed è lì che i carabinieri della compagnia di Sarzana lo hanno arrestato nella notte tra mercoledì e giovedì.
Si chiama Simone Cagnoli, 19enne nato a Carrara e residente ad Ortonovo (Luni Mare), di professione aiuto cuoco, ed è stato riconosciuto da alcuni testimoni come l'autore della brutale aggressione a due minorenni avvenuta poco più di una settimana fa in pieno centro.
Gli uomini in borghese del capitano Alessandro Coassin hanno atteso l'arrivo del giovane ed hanno poi chiamato i colleghi in divisa che hanno fatto scattare le manette. Nessuna resistenza, unico elemento di disturbo un pitbull lasciato libero e senza museruola da una delle amiche dell'arrestato, peraltro multata per questo. Il fatto violento aveva sconvolto la città di Sarzana, anche perché le ferite riportate dei due giovani, 17 anni lui e 16 lei, sono state molto serie e si è veramente sfiorata la tragedia. Una bottigliata al collo per lui, suturata con 35 punti al pronto soccorso di Sarzana, i cui danni sono stati con tutta probabilità limitati dal casco integrale che il giovane indossava e che forse gli ha salvato la vita, visto quanto vicino alla giugulare è arrivato il taglio.
Frattura del setto nasale, dello zigomo, della mascella e alcuni denti caduti per lei, raggiunta da un violentissimo colpo al viso. Ieri la ragazza, studentessa al Liceo "Parentuccelli" come l'amico con cui aveva passato la serata, ha subito un'operazione chirurgica a Genova per ridurre i danni.
«Ma le ferite più profonde sono quelle psicologiche - dice l'avvocato Francesco Lera, che assiste la ragazza ferita - per quanto le lesioni siano gravi prima o poi si rimargineranno. Ma da un'esperienza così a quell'età si rischia di uscire segnati».
«Non solo loro, ma anche le famiglie stesse - aggiunge l'avvocato Marina Benedetti che rappresenta il ragazzo ferito- che ogni giorno lo accompagnano all'ospedale per tenere sotto controllo le ferite».
Sembra infatti non esserci nessun motivo che spieghi la furia con cui Cagnoli si è lanciato contro i due quella sera, appena dopo la mezzanotte.
Passavano in scooter in piazza Garibaldi, lui guidava per riportare la compagna verso casa, quando il 19enne aspirante cuoco ha attraversato la strada e li ha colpiti mentre la sua ragazza cercava di trattenerlo dal compiere quel gesto, tanto gratuito quanto pericoloso.
I ragazzi hanno avuto appena la forza di allontanarsi sul motorino di una cinquantina di metri e arrivare di fronte alla scuola media prima di crollare a terra. Lui si teneva il collo sanguinante, lei con il viso già tumefatto: entrambi sotto shock.
L'arrivo del 118 e per lui la corsa all'ospedale San Bartolomeo di Sarzana per suturare i tagli che dallo sterno si allungavano fino quasi sotto la mascella alla sinistra del collo. Poi il ritorno a casa per poche ore: alle 7 di mattina un'altra corsa in ospedale, questa volta alla Spezia, perché il ragazzo aveva perso i sensi.
«Lesioni personali gravi e gravissime, continuate e aggravate» è il reato ipotizzato dal pm del Tribunale della Spezia Maurizio Caporuscio che ha disposto la traduzione di Cagnoli nel carcere di Villa Andreino. Un ragazzo «già noto negli anni passati per eventi delittuosi che avevano colpito l'opinione pubblica», fanno sapere i carabinieri (il riferimento sarebbe a un’aggressione avvenuta tre anni fa in via Landinelli).
Cagnoli con il suo gruppo di amici stazionava sempre nella piazza senza peraltro passare inosservati. Li definiscono "gabbers", una sottocultura giovanile importata dal Nord Europa e contraddistinta dall'amore per la musica house più dura (industrial, hardcore e simili) e codificata in una serie di elementi dell'abbigliamento (scarpe da ginnastica con le zeppa, tute da ginnastica) e dai capelli molto corti. Riconoscibili e anche temuti, se è vero che per trovare qualcuno disposto a raccontare ciò che era successo quella sera, tra i tanti ragazzi che animano la notte sarzanese ora che le scuole sono finite, è dovuto addirittura intervenire l'associazione "Libera" che ha fatto girare una nota accorata su Facebook per rompere il muro di omertà, con tanto di foto shock della brutta ferita al collo subita da una delle vittime.
Andrea Bonatti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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