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il commento

«Ma le Rsu di Palazzo e i Ds allora mi voltarono le spalle»

CARRARA. «Questa vittoria la dedico alla mia famiglia. In particolare a chi non c’è più: a mio padre e a mio marito che mi hanno sostenuto finchè erano in vita. E a mio figlio che ha sofferto e...

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CARRARA. «Questa vittoria la dedico alla mia famiglia. In particolare a chi non c’è più: a mio padre e a mio marito che mi hanno sostenuto finchè erano in vita. E a mio figlio che ha sofferto e ancora oggi soffre insieme a me. Ma voglio dedicarla anche a tutte le donne, ricordo che i casi di molestie, ufficiali in Comune erano tre, che non hanno il coraggio di denunciare.Questa sentenza deve essere per loro una speranza».

È un fiume in piena Cinzia Viola subito dopo aver appreso l’esito della sua causa contro ilComune, riconosciuto responsabile per il mobbing e per le molestie sessuali subite.

«Non ho avuto ancora tempo di leggermi tutta la sentenza - continua - Ma ci tengo a ringraziare anche la Cgil, però nella sua componente provinciale, che ha appoggiato la mia causa, e in particolare l’allora segretaria della Funzione pubblica, Elena Beisso e la presidente della commissione di inchiesta interna di allora, Maria Mattei». «Non posso non evidenziare, e finora non l’ho fatto per il rispetto che nutro nei confronti del sindacato - continua - che c’è stata una dicotomia vergognosa fra la posizione della Cgil a livello provinciale e quella dei rappresentanti della Rsu comunale che hanno messo in dubbio tutta la mia vicenda. Addirittura si parlò di una lettera di solidarietà al molestatore. Ancora più scandaloso è che per le molestie si sostenne la tesi del complotto politico nei confronti del sindaco, fra l’altro iscritto al mio partito di allora». «Voglio stigmatizzare poi il comportamento di alcuni membri del direttivo della Funzione pubblica della Cgil e dello staff del sindaco che, all’epoca - prosegue - si autosospesero, in cambio di carriere luminose con tanto di concorsi ad hoc da dirigenti». E una bordata arriva anche per il partito di allora di Cinzia Viola, i Ds. «Nessuno, all’epoca mi espresse solidarietà, non dico pubblica, ma neppure umana: questo al dice lunga sui valori sbandierati nelle passeggiate elettorali - prosegue la - E devo ammettere che una delle cose che mi ha fatto più male è che questa vicenda mi è successa in un Comune che, allora, aveva al governo quello che era il mio partito».

E, infine, per quel che riguarda la vicenda giudiziaria, Cinzia Viola conclude: «I soldi sono all’ultimo posto nella mia scala dei valori - afferma - ed è altrettanto vero che non ci sono denari che possono ripagare la mia sofferenza. Ma non è possibile che il danno sia stabilito solo in termini di danno fisico, dalla perizia del consulente tecnico del tribunale. Per questo farò appello».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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