Il Tirreno

Caso Cinzia Viola, Comune condannato

di Alessandra Vivoli
Caso Cinzia Viola, Comune condannato

Riconosciuto il danno per il mobbing e le molestie all’ex dipendente: risarcimento di 10mila euro, ma ora farà l’appello

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CARRARA. Cinzia Viola ha vinto la sua battaglia. Ma solo in parte. Dopo tredici anni sono state accolte le sue richieste di risarcimento per i danni subiti, a seguito del mobbing e delle molestie sessuali subite da un collega nel 1992.

Ma il risarcimento che le è stato riconosciuto dal tribunale è di poco più di 10mila euro: 10.728.84 per la precisione (più 9.909 di spese legali che saranno liquidate sempre dal Comune). In sostanza le è stato liquidato il danno “fisico”, relativo alle molestie sessuali (i 42 giorni di invalidità depositate in perizia dal Ctu) ma non l’autonomo danno morale ed esistenziale su cui. Ed è proprio per questo motivo che l’avvocato Lalli annuncia il ricorso in appello: la battaglia, quindi, non è ancora finita.

La sentenza: Comune responsabile. Il giudice del lavoro Erminia Agostini, con sentenza numero 338 del 202, ha accolto integralmente le richieste avanzate nel ricorso di Cinzia Viola. Riconoscendo la responsabilità del Comune (assistito dall’avvocato Francesco Guidugli) sia per quel che riguarda le molestie subite da un collega, che per il mobbing a cui è stata sottoposta dentro Palazzo civico. Per entrambe le vicende l’amministrazione dovrà risarcire la sua impiegata.

Spilloni sulla sedia del computer. Scorrendo i motivi della decisione del giudice Agostini ci sono alcuni passaggi particolarmente significativi. Che rendono l’idea di quanto patito dalla Viola dentro e fuori dal suo ufficio.

«Cinzia Viola, dipendente comunale, lamentava che i colleghi avevano avuto nei suoi confronti e sempre più spesso, atteggiamenti di scherno e di diffidenza. Qualche collega, per danneggiarla, aveva effettuato una doppia timbratura del cartellino presenze, ma le avevano anche strappato i disegni, aperto i cassetti e conficcato spilloni nella seggiola del computer».

E poi: «molestie telefoniche, rimproveri verbali durante la pausa caffè e esclusione sistematica dai progetti -obiettivi ai quali erano collegati incentivi di natura economica».

Tre casi di molestie a Palazzo civico Nella sentenza del giudice Agostini si affronta il tema delicatissimo delle molestie sessuali. E si apprende che non fu solo Cinzia Viola a subirle ma, dalla stessa persona, anche altre due dipendenti comunali che però, diversamente da lei hanno denunciato solo alla commissione interna. Senza andare poi alle vie legali.

«Le vittime delle molesti sessuali - si legge nella sentenza della Agostini - hanno incontrato non la solidarietà dei colleghi e dei superiori, ma un clima ostile. Mentre il molestatore non ha subito alcuna conseguenza le donne non sono state nemmeno credute». E il giudice aggiunge: «Peraltro se si fosse proceduto per il primo episodio (implicante palpeggiamenti) e sospeso l’autore, la ricorrente (Cinzia Viola) non avrebbe subito molestie. Se si fosse sospeso a seguito del secondo episodio, dopo essere stato finalmente attivato il procedimento disciplinare, la ricorrente non avrebbe patito l’umiliazione di non essere creduta e di essere oggetto di maldicenze e commenti malevoli dei colleghi».

L’avvocato Lalli: ricorreremo in appello «Per prima cosa esprimo soddisfazione perchè il giudice ha riconosciuto la responsabilità del Comune, quale datore di lavoro, sia per il danno relativo al mobbing che per quello legato alle molestie subite che era la parte più rilevante nelle domande avanzate in giudizio - dichiara l’avvocato Lalli - Ma nella liquidazione del danno non si è riconosciuta un’autonomia, extra danno biologico delle molestie sessuali stesse. E questo è in deciso contrasto con la recente evoluzione giurisprudenziale della stessa Corte di Cassazione».

«Sotto questo profilo - conclude l’avvocato Lalli - ricorreremo in appello per aumentare il danno non patrimoniale relativo alle molestie sessuali, oggi compreso ed incluso nel danno del mobbing».

Insomma la battaglia di Cinzia Viola, dopo 13 anni, non è ancora conclusa. Ma un primo e importante risultato è stato già raggiunto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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