Il dolore
Alluvione, svolta nell’inchiesta
Le relazioni dei tecnici e dei carabinieri sul tavolo della Procura, si avvicinano gli avvisi di garanzia
AULLA. Ora ci sono i documenti. Presto si saprà se quel tragico tsunami di fango che il 25 ottobre scorso ha messo in ginocchio Aulla, e portato via due vite umane, poteva essere evitata. E, soprattutto, se ci sono delle responsabilità, se qualcosa poteva essere fatto per evitate che la violenza dell’alluvione in poche ore devastasse un territorio intero sommergendo tutto: scuole, case, chiese,strade e negozi.
In Procura le relazioni sull’alluvione Ieri, sul tavolo del procuratore capo, Aldo Giubilaro, sono arrivate le relazioni, complete, su quanto avvenuto ad Aulla quel tragico 25 ottobre. Due relazioni, quella svolta dai tecnici incaricati a inizio del novembre scorso dalla Procura della Repubblica, l'ingegner Giovanni Menduni, già collaboratore di Bertolaso e l'ingegnere Riccardo Fanti, dell'università di Firenze.
L’altra relazione è quella effettuata dai carabinieri sui luoghi dell’alluvione e nel corso delle ispezioni che si sono susseguite nei giorni immediatamente successivi all’evento che ha colpito al cuore Aulla.
I tecnici della Procura avevano 90 giorni per svolgere tutti i loro accertamenti, ma, in corso d’opera era stato richiesto un supplemento di indaginiper accertare le competenze.
Le indagini della Procura per omicidio e disastro colposo Il fascicolo, per omicidio (nell’alluvione persero la vita la 78enne Enrica Pavoletti e il 60enne Claudio Pozzi) e disastro colposo si arricchirà del prezioso 'apporto dei due consulenti tecnici e del lavoro dei carabinieri. Proprio queste relazioni, infatti, dovranno aiutare nella delicatissima fase relativa alle cause che hanno determinato quell'onda anomala che ha distrutto buona parte del paese. Due reparto, quelli che da ieri sono sul tavolo del procuratore capo, che serviranno a inquadrare al meglio le eventuali responsabilità di quanto successo il giorno dell’alluvione.Tanti, lo ricordiamo, gli interrogativi ancora senza risposta: se l’allarme è stato dato in tempo, se il piano di evacuazione è stato messo in atto e se la diga di Teglia, gestita dalla società Edison, possa avere avuto qualche responsabilità nella formazione dello tsunami di fango che ha distrutto il cuore della Lunigiana.
Il procuratore Giubilaro: tempi strettissimi Il procuratore capo, Aldo Giubilaro che fin dall’inizio ha seguito in prima persona (insieme alla dottoressa Rossella Soffio) l’evento alluvionale che ha colpito Aulla, lo dichiara ufficialmente.
«Sì, le relazioni sono arrivate - afferma - e sono due, quella dei nostri consulenti e quella dei carabinieri. Un lavoro completo e svolto in maniera più che professionale».
Il procuratore, con la correttezza che lo contraddistingue da sempre, non si sbilancia. «Io le la dottoressa Soffio stiamo leggendo le carte, ci aspetta un grande lavoro - afferma - Ma adesso è questione di giorni. Posso solo dire una cosa: il lavoro svolto, sia dai nostri consulenti che dai carabinieri è davvero egregio. In queste due relazioni ci sono informazioni complete, anche dal punto di vista tecnico che ci saranno molto utili».
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