Il Tirreno

La boutique Giada compie 30 anni

La boutique Giada compie 30 anni

Il negozio di via Verdi ha sfidato la crisi. La titolare: ma ora servono più parcheggi

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CARRARA. C’è chi nel commercio cittadino ci crede. A dispetto della crisi, del caro parcheggi, della concorrenza e di una certa disaffezione al centro, c’è chi è riuscito a consolidare la propria attività, sfidando il passare del tempo.

Compie trent’anni la boutique Giada di Carrara, dedicata all’abbigliamento per bambini da 0 a 16 anni.

Abbiamo ripercorso i tre decenni di attività del negozio con la titolare Deana Faini, che dal bancone di via Verdi sottolinea i cambiamenti di Carrara degli ultimi tempi.

Le note dolenti sono quelle sottolineata a più riprese da altri commercianti, magari anche da quelli che hanno gettato la spugna e se ne sono andati dalla città. Non è il caos della boutique Giada che però chiede di rivedere il piano della sosta.

«Lavorare qui – ha raccontato – non è semplicissimo. Trent’anni fa era più facile. Certo, non sono mai mancate le difficoltà, ma ultimamente i problemi sono tanti. Penso che la Ztl non ci abbia aiutato, perché Carrara non è luogo di passaggio. Ci si viene apposta. E se si hanno difficoltà coi parcheggi e con il muoversi, si rimane scoraggiati».

Periodo di crisi, dunque, ma c’è anche margine per un po’ di fiducia.

«A Carrara non ci sono soldi, è vero. Solo i nostri vip ce li hanno. Ma serve anche lo spirito per andare avanti e io intendo farlo- prosegue la titolare della boutique Giada - Il commercio è cambiato profondamente: una volta c’erano quelli che aprivano un conticino in negozio, prendevano roba e poi te la pagavano magari in due o tre volte. Oggi il ceto medio ha difficoltà evidenti e chi, prima, prendeva cinque pezzi di vestiario, oggi si limita a uno o due». La signora Deana, che comunque conta di lavorare ancora per diversi anni, chiude con un appello a chi gestisce il settore del traffico: «Vorrei che ci fosse un po’ di tolleranza in più verso gli automobilisti. Noi commercianti sentiamo molto la pressione del traffico, a Carrara e ci sono alcune attività che hanno dovuto chiudere, proprio perché la gente viene meno in città e lavoravano in rimessa. Bisognerebbe rivedere il sistema dei parcheggi e semmai essere meno oppressivi, con chi ci raggiunge in auto, così da non scoraggiare l’afflusso verso il centro di Carrara». (d.d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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