La manifestazione
Bagni, arrivano i primi scontrini per ombrelloni, cabine e sdraio
Qualcuno usa la ricevuta fiscale e la compila a mano, altri fanno fare tutto al registratore di cassa Ma ci sono già le prime lamentele: per dare il gettone doccia a un cliente il lavoro rallenta troppo
MASSA. È iniziata la stagione estiva degli scontrini fiscali, la stagione dove tutti, ma proprio tutti, gli introiti degli stabilimenti balneari dovranno essere certificati. Non più quindi scontrini solo per caffè e gelati, ma anche per ombrelloni, sdraio, cabine, docce e pedalò, ossia per tutti i servizi erogati al cliente. Una novità anti-evasione voluta dal governo Monti a cui tutti i balneari della zona già si sono adeguati.
C'è chi, per le prestazioni date sulla spiaggia - a cui va addizionata un'iva del 21% - usa la ricevuta fiscale, e chi invece ha preferito utilizzare lo scontrino con il registratore di cassa - che da solo calcola l'iva, del 21%, per i servizi, e del 10% per cibi e bevande. Ma una cosa accomuna tutte le condotte dei balneari: la febbre da scontrino è impazzita e tutto viene rigorosamente certificato.
Certo fare una ricevuta per il gettone di una doccia rallenta il lavoro, ma, d'altronde, la sanzione per la mancata emissione di ricevute o scontrini è una vera stangata. Corrisponde infatti all'intero importo non documentato, per una cifra che non può essere inferiore a 516 euro. E, come si usa dire, prevenire è meglio che curare.
«io per i servizi uso il blocchetto delle ricevute fiscali- spiega Massimiliano Lorenzoni, proprietario del bagno Rina, ai Ronchi - ed è un po' scomodo dover scrivere una ricevuta per un gettone della doccia, soprattutto se me lo vengono a chiedere durante le ore di punta. Ma con il tempo ci adegueremo».
«Io utilizzo la cassa per tutto e l'ho sempre fatto - spiega Simone Marcucci dei Cavalieri del Mare a Poveromo -e con molta semplicità. Faccio lo scontrino al momento del pagamento e a fine serata la cassa calcola tutta l'iva. Ormai è abitudine».
Ma se tutti si sono rapidamente adeguati alla nuova legge, c'è ancora un nube di incertezza che avvolge le modalità di emissione dello scontrino fiscale e su cui molti balneari continuano ad interrogarsi: bisogna far pagare - con emissione di scontrino - immediatamente all'erogazione del servizio o si può far pagare in un secondo momento, senza il rischio di incombere in una multa?
«Ci sono diverse teorie. - commenta Sabina Perfetti del bagno Haiti - C'è chi dice che bisogna emettere comunque lo scontrino subito al momento dell'erogazione del servizio, chi al momento del pagamento. Noi facciamo la ricevuta quando ci pagano».
«È un po' complicato - continua Massimiliano del bagno Rina - perché, nel caso del pagamento posticipato, non si capisce se si deve fare una ricevuta riportando la dicitura importo dovuto e poi fare un'altra ricevuta con importo pagato oppure fare direttamente la ricevuta finale».
Detto in parole povere: se un cliente vuole pagare a fine giornata e di conseguenza non gli viene data nessuna ricevuta (perché non ha ancora pagato niente), la finanza, durante il controllo, come fa a capire se il cliente ha già pagato senza che il pagamento venisse certificato o se deve ancora pagare? Verrebbe da dire, in questi casi: fatta la legge, trovato l'inganno.
C'è poi un altro punto che fa dubitare della sua efficacia: chi usa il pedalò, il pattino o la canoa, deve portarsi lo scontrino dietro? Come fa a non bagnarsi?
«Qualche anno fa - spiega Massimiliano del Rina - quando era in vigore questa legge, una famiglia venne proprio fermata in mare e le venne chiesto di esibire lo scontrino fiscale. Mi sembra un po' assurdo».
Ma questo è un problema che riguarda pochi. Sono infatti veramente pochi gli stabilimenti balneari che ancora si possono permettere il lusso di tenere un pedalò o un pattino. L'erosione della spiaggia non lascia più spazio a questo servizio. Ma questo è un altro problema.
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