La manifestazione
Appaltopoli carcere, sfida tra pm e difesa
MASSA. Battaglia in aula tra accusa e difesa nel processo sull’appaltopoli nel carcere di Massa. Imputati l’ex direttore Salvatore Iodice, l’ex contabile del penitenziario Salvatore Cantone e l’ex...
MASSA. Battaglia in aula tra accusa e difesa nel processo sull’appaltopoli nel carcere di Massa. Imputati l’ex direttore Salvatore Iodice, l’ex contabile del penitenziario Salvatore Cantone e l’ex funzionario Stefano Tendola. È stata un’udienza vivace, merito del pubblico ministero Rossella Soffio e dell’avvocato difensore di Iodice Riccardo Balatri. Entrambi hanno interrogato uno dei testi presentati dal pm: Marina D’Elia, funzionaria contabile del provveditorato alle carceri toscane (Prap). È stata lei a firmare i verbali di contestazione ad alcuni degli appalti finiti nel mirino della procura di Massa-Carrara. Soprattutto tre: i cancelli della rotonda, le porte anti incendio e i fari. Appalti che secondo il Prap non corrispondevano all’effettiva spesa sostenuta. Erano gonfiati. Va detto però che le medesime contestazioni erano state fatte anche a Prospero Santacroce, l’imprenditore titolare della ditta che si era aggiudicata i lavori. Il giudice che gli ha inflitto due anni di condanna - col rito abbreviato -, però da questi capi di accusa lo ha assolto.
In effetti ci sono cose che il collegio giudicante - Failla, Aracri e Dragotto - dovrà valutare con attenzione: mancano certezze sul numero degli operai impiegati per il ripristino dei cancelli e la difesa sostiene che parte del lavoro di manutenzione - quella sul motore che comanda l’apertura e la chiusura - è stato svolto in un’officina. E quindi gli operai di Santacroce non si sono recati nella casa circondariale di via Pellegrini.
Altro errore ravvisato dall’ufficio della D’Elia, dopo la verifica effettuata da un tecnico del Prap, è quello riguardante i fari installati per migliorare l’impianto di illuminazione. «C’è stato un grossolano errore - ha detto la funzionaria del provveditorato -. Invece degli elementi montati sono state indicate le ore lavorate. Invece per le porte il costo complessivo da noi calcolato era praticamente la metà di quello che poi è stato indicato nella fattura che ci ha inviato il carcere di Massa».
Ma l’avvocato Balatri ha segnato un punto a suo favore quando ha letto una lettera inviata da Iodice a un ingegnere del Prap, dove spiegava i lavori e soprattutto chiariva le criticità riscontrate dal perito inviato da Firenze. Insomma, davvero una matassa tutta da sgarbugliare. La prossima udienza si terrà il 25 luglio. E verranno sentiti altri tecnici del provveditorato alle carceri della Toscana.
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