Sicurezza
Zia, sportello unico delle imprese
«Il Consorzio non viene sfruttato per le potenzialità che ha»
MASSA. Come rilanciare o comunque migliorare l’azione del Consorzio della zona industriale apuana (Zia), dove insistono oltre 600 aziende sparse su 822 ettari. Proposte, suggerimenti e critiche arrivano da tre consiglieri di amministrazione del Consorzio - il cda ha 10 membri ed è in scadenza - che hanno scritto una relazione di fine mandato al sindaco Roberto Pucci sulla loro esperienza. Per Daniele Terzoni, Claudio Gargioli e Luca Guadagnucci, intanto il Consorzio è poco sfruttato da parte degli enti che ne fanno parte.
«Per vocazione e costituzione lo Czia può svolgere un ruolo di tavolo di concertazione» che invece viene ignorato da Comuni come dalle associazioni di categoria e sindacali.
Tra le riflessioni proposte, il problema della «anomala proprietà delle strade di viabilità interna. Queste producono delle anomalie contabili senza che ve ne siano le necessità. Inoltre gli stessi interventi manutentivi possono essere solo eseguiti a tratteggio visto che a tratteggio sono le proprietà di molte di queste strade (Czia, Comune, Provincia, Regione, Anas)»
Ma la proposta principale e tema di riflessione è quella di fare dello Czia uno sportello unico«che sollevi gli imprenditori dal doversi confrontare con due procedure burocratiche (Comune di Massa e Carrara) quando uno Sportello Unico potrebbe creare le condizioni di un miglior monitoraggio dei flussi in apertura e chiusura di aziende. Lo sportello Unico inoltre potrebbe incrementare la qualità del servizio reso alla collettività se le amministrazioni provinciali dovessero cambiare radicalmente, come previsto, la propria configurazione. Inoltre la stessa mappatura del territorio, in modo particolare dei servizi e delle infrastrutture, se unificato (Czia – Comune) aumenterebbe notevolmente la consapevolezza dello stato di necessità che questa area periodicamente segnala. La stessa mappatura delle aree in sofferenza produttiva, on line, permetterebbe ad imprenditori, anche di provenienza extraterritoriale, di valutare eventuali aree di proprio interesse. Comprendiamo che lo stato di sofferenza produttiva delle aziende non è gradito pubblicizzarlo ma vi sono alcuni casi, molti per la verità, che sono plateali e comunque una mappatura dei capannoni vuoti e improduttivi potrebbe essere un servizio suppletivo da poter svolgere per poter facilitare l’incontro tra domanda e offerta di detti spazi. Non si intende dunque attribuire al Consorzio Zona un ruolo surrogato alle agenzie immobiliari ma una sorta di punto di riferimento univoco capace di sostenere processi di dinamico scambio di necessità tra gli attori dell’economia locale».
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