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Testai: «Gli dedicheremo un torneo»

Testai: «Gli dedicheremo un torneo»

Sul feretro portato a spalla il dono di un giudice di gara: la maglietta con le firme di tutti i colleghi

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CARRARA. Sulla bara spicca una maglia gialla, con le “braccia” aperte. L’ha donata a Edo un arbitro promosso quest’anno alla categoria superiore: Alessandro Rosami.

E tutti gli arbitri della sezione di Carrara l’hanno firmata. Il presidente del consiglio comunale, e arbitro, Luca Ragoni, ha ancora la penna in mano: sembra non volersene staccare, non volerla riporre nel taschino della camicia, come se la considerasse un legame (affidato all’inchiostro e al suo nome scritto sulla stoffa gialla), con il ragazzo che idealmente ora quella maglia la indossa.

E’ lì, distesa a fianco di un mazzo di rose dai colori tenui.Gli sguardi di tutta la gente che affolla il Duomo, inevitabilmente vi si posano sopra.

«I genitori ci hanno chiesto di fare donazioni – dice il presidente dell’associazione arbitri Maurizio Testai – Ma sicuramente intitoleremo a Edo anche un premio sportivo, e organizzeremo qualche torneo a lui dedicato». Non intendono dimenticare questo ragazzo al quale anche Gigi Buffon, dalle pagine di Facebook ha dedicato un suo pensiero.

E con questa parole lo ricorda, dall’altare del Duomo, il vice presidente dell’associazione arbitri Mario Marchi: «Oggi essere qui, per noi arbitri non significa solo ricordare Edo per la sua entusiasmante passione, ma anche per la forte sensazione di gruppo che Edo ha fatta sua, e che è stata ricambiata».

Si rivolge ai giovani che scendono in campo col fischietto, che sono tutti lì, impietriti di fronte al feretro, che si abbandonano ogni tanto al pianto: «Spesso noi arbitri con qualche capello bianco, possiamo sembrare noiosi, invitandovi a impegnarvi. Edoardo lo ha fatto da subito. E questo è il suo insegnamento: essere sempre disponibile e pronto. Si era sicuramente posto un traguardo, non so se lo ha raggiunto, ma ponetevi un traguardo anche voi ragazzi, dimostrando lo stesso attaccamento all’associazione che aveva Edo. Lui un giorno venne da me preoccupato perché per lo studio doveva andare lontano, e gli dissi: facciamo un congedo poi quando ritorni riprendiamo. Edo: ora quel congedo non te lo firmerò mai, anzi: domani passa in sezione. C’è una gara per te».(c.car.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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