La manifestazione
L’ustionata: altro che burocrazia
Monica Amadei al presidente della SdS: la richiesta di farmaci era stata respinta
TRESANA. Monica Amadei, che cinque mesi fa nello scoppio del metanodotto a Tresana rimase gravemente ustionata, si era lamentata perché non riceveva i farmaci prescritti: «Abbiamo richiesto ufficialmente all'Asl, assistenza per i presidi farmacologici specifici e costosi prescritti, ma – spiegata la Amadei – il presidente della commissione, nonché direttore della Società della Salute, ha respinto proprio in questi giorni la nostra istanza», aveva dichiarato.
Il presidente Mario Guastalli aveva risposto: «Soltanto la burocrazia e le sue lentezze, ci hanno impedito di intervenire subito, ma proprio in questi giorni abbiamo rimediato con un provvedimento straordinario».
Ora la Amadei replica: «Il direttore della SdS Lunigiana, Dott. Mario Guastalli, punta il dito su “la burocrazia e le sue lentezze” che a suo parere avrebbero impedito di intervenire subito. Senza scendere in sterili polemiche, – dice – informo che in data 17 aprile 2012, la sottoscritta Monica Amadei inoltrava richiesta per sé e per la propria madre di poter usufruire dei benefici previsti dalla Deliberazione della Giunta Regionale nr. 493/01 all’ufficio protocollo SdS della Lunigiana (prot. nr. 568, prot. nr. 569). In data 14/05/2012 (prot. nr. 716 e prot. nr. 717) le nostre istanze corredate da una dettagliata documentazione medica prodotta dal Centro Grandi Ustionati Villa Scassi di Genova venivano respinte con firma in calce dal Presidente della Commissione nonché Direttore della SdS Dott. Mario Guastalli. Pertanto oggettivamente non si tratta di lentezze burocratiche o di “vacatio legis”».
Il gruppo consiliare regionale del Pdl, sulla vicenda ha chiesto al presidente Rossi e all’assessore Marroni di dare disposizioni «affinché le richieste dei feriti a causa dell’esplosione del metanodotto siano accolte e di anticipare ai residenti i risarcimenti dei danni».
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