Il Tirreno

Giallo per la Notte bianca «Negozi tenuti all’oscuro»

di Francesca Ferri
Giallo per la Notte bianca «Negozi tenuti all’oscuro»

A tre giorni dall’evento alcuni esercenti del centro criticano il Comune «Non abbiamo ricevuto comunicazioni ufficiali, impossibile organizzarsi»

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MASSA. «Mancano tre giorni alla notte bianca e nessuno dal Comune ha ancora detto a noi commercianti e ristoratori cosa c’è in programma per organizzarci e allestire anche noi qualche evento». Il messaggio che arriva da via Dante a Massa, per bocca di Giuseppe Pieretti, titolare del ristorante Pane e Pomodoro, è chiaro: l’evento clou della programmazione cittadina, quello che apre ufficialmente l’estate e che promette di portare a Massa frotte di visitatori, è un mistero per quelli che, a buon ragione, possono essere considerati tra i protagonisti della serata: i negozianti, chiamati a lavorare tutta la notte.

Cosa è successo? Quest’anno il Comune non ha soldi per affidare l’organizzazione dell’evento a un professionista esterno, come è stato negli anni passati. E non ci sono nemmeno le associazioni di categoria. «Ci siamo ritirati dopo aver visto l’esito negativo del tavolo del turismo», Paolo Arpagaus, presidente di Confesercenti.

Il risultato di questa gestione “fai da te” lo giudicheranno i visitatori che sabato vorranno vivere la notte più lunga dell’estate, che quest’anno prende il nome di Luci nella Notte.

Un effetto di questa scelta organizzativa, però, lo si è già avvertito prima di cominciare. «Negli anni passati – spiega Pieretti – veniva l’organizzatore con un ben po’ d’anticipo e ci diceva cosa c’era in programma. Per noi esercenti è importante saperlo: io vorrei chiamare un dj per fare musica dal vivo ma se poi il Comune ha in serbo di organizzare un concerto di percussioni davanti al mio locale è inutile chiamare qualcuno a suonare dentro. E noi, ad oggi, non siamo ancora in grado di conoscere il programma della notte bianca». La brochure ha fatto capolino in questi ultimi giorni in alcuni bar. «C’è una brochure?», chiede Pieretti. «Io non l’ho ancora vista».

«Perché, fanno la notte bianca?», chiede sarcastico Nicola Claps della yogurteria Sweet&Soft. «Non si è vista una circolare, non ci sono i cartelli», spiega. Quando gli mostriamo la brochure la guarda con attenzione. «A me non l’hanno nemmeno portata», spiega.

Nel silenzio totale c’è chi si è rimboccato le maniche. «Nessuno è venuto a dirci niente», spiega Elpenice Panesi del negozio di abbigliamento May. «Noi commercianti ci siamo riuniti per fare delle decorazioni con palloncini e brillantini, ma è un’iniziativa privata».

E c’è chi, invece, proprio per la notte bianca vorrebbe tenere giù la saracinesca. «Noi facciamo un piccolo evento ogni sera – spiega Giovanna Platonia di Gioca Gio – ma per la notte bianca non facciamo proprio niente, perché la gente si ruba tutto. Fosse per me, terrei chiuso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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