Sicurezza
«Pronti investimenti per 65 milioni di euro»
Da Fermet a Iglom, da Bario a Sanac: ecco i grandi progetti sul territorio E Baccioli sta con i dissidenti del marmo: è giusto ricorrere agli arbitrati
CARRARA. Giuseppe Baccioli “one-man show”. Il presidente di Assindustria, davanti all’assemblea annuale dell’associazione, prende il microfono in mano e passeggia sul palco. Con un intervento a braccio che tocca i nodi centrali dell’economia e dello sviluppo. Cominciando dalle noti dolenti, quello del Sin: «Le bonifiche stanno bloccando 65 milioni di investimenti già pronti».
Passando poi alla difesa a spada tratta del ruolo dell’impresa: «È come la religione, non può essere messa in discussione per il comportamento del parroco». E all’appoggio agli industriali “dissidenti”, quelli che hanno risposto picche alla proposta del Comune sulle nuove tariffe del marmo: «È una dichiarazione di trasparenza e di coerenza, questi imprenditori ritengono giuste le loro valutazioni, e sono pronti ad andare fino in fondo. Se avessero accettato qualcuno avrebbe detto: avete visto, chissà che margini di guadagno hanno se alla fine accettano l’aumento voluto dall’amministrazione».
Fino alle questioni spicciole, ma non per questo meno importanti: «Qui non si parla della Grecia, della Spagna e della crisi dell’euro: rendere più decorosa la zona industriale è una cosa che le nostre amministrazioni sono in grado di fare».
Baccioli parla alla platea e dialoga con il sindaco Roberto Pucci, seduto in prima fila. Zubbani è assente giustificato, si trova a Firenze a una riunione con l’assessore Ceccobao. Manca pure l’assessore al marmo, Andrea Vannucci: a rappresentare l’amministrazione c’è quello alle attività produttive, Fabio Traversi. E, dietro le quinte, queste assenze non sono certo passate inosservate: perché la battaglia con il Comune, e questo lo ha riconosciuto lo stesso Baccioli, è ben lungi dall’essere conclusa.
Il marmo dà lavoro a 1 carrarese su 3. Si parte dai numeri. «Nel marmo - spiega Baccioli rifacendosi ai dati dell’Isr - lavorano in totale 12.517 persone, il 16% dell’occupazione della provincia. Questo significa che 1 carrarese su 3 e 1 massese su 5 è legato direttamente o indirettamente al lapideo».
E poi il numero uno degli industriali affronta, di petto, la querelle legata alle nuove tariffe del lapideo.
«La rottura della trattativa con il Comune per le nuove tariffe del marmo, dal punto di vista personale è la mia più cocente sconfitta - sottolinea il presidente di Assindustria - Non avendo trovato un accordo io sono convinto di non aver fatto gli interessi dei miei associati, e nemmeno quelli della città. Ma, detto questo, era impensabile che, avendo rotto il tavolo delle trattative, non ci fossero degli imprenditori che impugnassero la proposta del Comune. È un atteggiamento all’insegna della trasparenza, le aziende, infatti, ritengono congrue le loro di proposte». «L’amarezza resta - conclude - perché sotto elezioni c’è stata la corsa a chi le sparava più grosse e l’amministrazione ha dovuto sopportare minacce di ricorsi alla magistratura e insulti dell’opposizione. Adesso, con gli arbitrati una cosa è certa: metteremo le cose a posto, per tutti».
Il concetto è sottolineato anche dall’ex presidente di Assindustria Alessandro Caro: «L’arbitrato non è un atto di ostilità nei confronti del Comune, ma la richiesta di trasparenza».
E sulle concessioni, infine, Baccioli ribadisce: «Non ci interessa il quanto, noi vogliamo delle regole, non vivere alla giornata».
«Ecco chi è pronto a investire». Un elenco completo, con nomi me cifre, di chi è pronto a investire sul territorio. O che lo sta già facendo, ma è bloccato, o meglio sotto scacco per il nodo, ventennale delle bonifiche.
«La Fermet sta investendo 20 milioni - snocciola Baccioli - la Iglom di Emilio Ricci ha assunto 25 persone ed è pronta a investire 15 milioni. La Sanac ha un progetto di 5 milioni di euro e uno, a più lungo termine di 10. La Bario è pronta a investire 15 milioni. Ma tutte queste aziende devono fare i conti con il Sin. Cominciamo con il portare la questione a livello regionale, e chiediamo di poter fare gli interventi, almeno quelli che non intaccano la falda». E, infine, una bacchettata alle istituzioni «È inutile avere la ferrovia dalla zona industriale al porto se viene poi bloccata dai rom del campo nomadi».
«Qui mancano i tecnici» Un appello di Baccioli al mondo della scuola, come propedeutico all’industria. E a una futura occupazione.
«Fra Massa e Carrara non riusciamo a fare una prima classe di chimica ed elettronica - sottolinea -Queste sono le professionalità richieste, ma non riusciamo a sfornarle e spesso bisogna cercarle fuori».
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