Il Tirreno

Le donne sulla via della seta

Le donne sulla via della seta

Il reportage nel segno della solidarietà della regista ortonovese Lia Castagna: partenza da Milano

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ORTONOVO. “Le donne lungo la via della seta”. Parte il progetto della giovane regista ortonovese Lia Castagna che con la sua troupe parteciperà al rally di beneficenza del Cesvi, Ong impegnata nei luoghi più poveri del mondo. Il risultato sarà un documentario di circa un’ora incentrato sull'universo femminile. Dall'Italia al Tajikistan, in auto, per scoprire il viaggio e lo scorrere del tempo; un tuffo nell'altro attraversando 7 Paesi. Da ovest verso est: Slovenia, Croazia, Bosnia, Serbia, Bulgaria, Turchia, Georgia, Russia, Kazakistan, Uzbekistan e Tajikistan. Un reportage pensato da Castagna, che ha riunito attorno a sé una troupe affiatata: i fotoreporter Ciro Cortellessa e Claudio Fraschetti, l'assistente alla regia Margherita Chiatti, il fonico Daniele Turi e l'esperienza trentennale del direttore alla fotografia Roberto Barbierato.

«Si tratta di un lavoro in team - spiega - tanto che non potrei pensare di dover partire senza qualcuno di loro. L’idea ci venne una sera, eravamo io e Ciro Cortellessa, a cena con un amico comune ed è stato lui a dirci della “Silk Road Race”. Da quel momento - prosegue Castagna - non abbiamo più parlato d’altro, presi com’eravamo a progettare la nostra partecipazione».

E se volere è potere, Lia e il suo team lo stanno dimostrando: partiranno il prossimo 28 luglio da Milano su una Mercedes a 7 posti che, all’arrivo in Tajikistan, doneranno al Cesvi.

Ma quelle tre settimane serviranno soprattutto a qualcos’altro: ad entrare in connessione con un universo lontano e sfaccettato, quello dei dodici Paesi che Lia e la sua troupe attraverseranno: «Saranno le donne il nostro soggetto privilegiato - afferma - e ciò che le rende tali, quel filo rosso, che da sempre, le lega profondamente alla natura».

Saranno le donne insomma protagoniste, riprese mentre attendono alle loro attività abituali, libere di parlare ma anche di tacere, là dove i gesti hanno molto da raccontare: «Non voglio fare interviste frontali - prosegue Lisa - non amo introdurmi con violenza nella vita della gente, preferisco ascoltare e, soprattutto, guardare, interpretare i gesti, gli sguardi, anche i silenzi».

E questo probabilmente fa parte del back-ground della giovane professionista: dopo la maturità classica al Liceo Emanuele Repetti di Carrara, Lia ha scelto di frequentare il Dams di Bologna, laureata col massimo dei voti in “Storia delle Teoriche del Cinema”, consegue poi il Master in “Cinema & Produzione TV” dedicandosi in seguito alla professione di “script continuity”, ovvero ombra silente e fidata del regista. Coautrice e aiuto regista per molti progetti, in Italia e all'estero, con Benigni, Nocita e Muccino.

Ed è proprio con la "Indiana Production", la casa di produzione dei Fratelli Muccino che ha realizzato il lavoro al quale dice di essere più affezionata, "Io ricordo". «Riesco ancora ad emozionarmi quando lo rivedo - ammette Lisa - è un film di Ruggero Gabbai, tratto dal libro per ragazzi di Luigi Garlando "Per questo mi chiamo Giovanni". Sono due racconti intrecciati: racconti di una trentina di familiari di vittime della mafia, che si intersecano con la fiction, un padre, interpretato da Gianfranco Iannuzzo, che spiega al figlio cos'è la mafia attraverso metafore ed escamotage». Ma adesso è su questo nuovo lavoro in embrione che Lisa Castagna dovrà concentrarsi, e all'appello mancano ancora gran parte dei finanziamenti, la troupe infatti partirà in maniera del tutto volontaria e senza alcun rimborso, mettendo anzi a disposizione parte del suo materiale personale. Alcune attenzioni sembrano giungere dalla Nikon, ma il gruppo sta ancora cercando fondi e sponsorizzazioni. Così, chiunque fosse interessato a finanziare anche in minima parte il progetto può mettersi in contatto con Lisa all'indirizzo di posta elettronica: lcastagna77@gmail.com o utilizzare il codice iban: IT24 BO61 1049 8000 0002 0001 980

Barbara Monaco

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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