La protesta
«La tassa di soggiorno ci fa diventare esattori»
A pochi giorni dall’entrata in vigore nella zona camping della Partaccia a Marina di Massa lavoro raddoppiato, qualche “no” e paura di non chiudere in pari a fine mese
Al campeggio o in albergo come dal Fisco. A meno di tre settimane dall’introduzione della tassa di soggiorno, nel comune di Massa le strutture ricettive non cambiano opinione sul “balzello”. Introdotta il 9 giugno, all’ultimissimo minuto e senza dare la possibilità alle strutture di ricettive di adeguare i prezzi o anche solo di avvisare i clienti, la tassa colpisce tutti quelli che pernottano le territorio, bambini e disabili compresi, aumenta il lavoro alle reception e costringe i gestori a diventare esattori per il Comune. Senza dare loro nemmeno la consolazione che il fardello servirà a migliorare il servizio. «Gli introiti che derivano dalla riscossione dell’imposta non sono strettamente vincolati a interventi in aiuto al settore turistico», spiega l’assessore al turismo Carmen Menchini. E dalle associazioni si leva una protesta: «Il Comune non ha un piano a medio termine per il settore».
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