Sicurezza
L’indagine choc: apuani litigiosi, chiusi ed egoisti
I dati nella ricerca commissionata all’Isr: oltre 300 intervistati nella provincia E il 43%degli intervistati sogna ancora il posto fisso, come dipendente pubblico
CARRARA.
Questa volta l’Associazione industriali ha deciso di fare un passo avanti e di interrogarsi sul ruolo delle aziende, del marmo e della classe dirigente, nella nostra provincia. Lo ha fatto con scientificità e in nome di una “ricomposizione dei rapporti”, e del tessuto sociale.
Tra fine 2011 e inizi 2012 ha incoraggiato l’istituto Isr, centro studi della Camera di Commercio a svolgere una indagine sull’accettazione delle attività produttive e del sistema industriale nel nostro territorio. (Le interviste sono state effettuate telefonicamente e hanno coinvolto 295 residenti con più di 18 anni dell’area di costa della provincia di Massa Carrara e 22 opinion leaders).
«L’indagine - spiega il direttore di Assindustria Andrea Balestri nella relazione introduttiva - è stata condotta in uno dei più drammatici periodi di crisi degli ultimi cinquanta anni ed è molto probabile che lo stato d’animo delle persone intervistate, un campione di residenti dei tre comuni di Carrara, Massa e Montignoso, sia stato influenzato dal senso di precarietà e di paura, in parte anche di rabbia, per fenomeni come la crescente disoccupazione, l’erosione dei redditi, la rarefazione del credito e il contestuale aumento della pressione fiscale e del costo dei servizi sociali».
Come si vive a Massa-Carrara? Al 41,7% dei residenti secondo i quali qui “si vive peggio” rispetto al resto della Toscana, si oppone un altro gruppo, grosso modo delle stesse dimensioni (39,3%), che giudica le condizioni di vita comparabili a quelle delle altre province toscane. Un terzo gruppo (10,5%), infine, ritiene che nella nostra provincia si viva addirittura meglio. Il 15,3% è molto soddisfatto di vivere a Massa Carrara, abbastanza 57,3%. Insomma sul piano della vivibilità la provincia è promossa.
Un popolo di egoisti e litigiosi La grande maggioranza degli intervistati si sente parte di una comunità che non si prende cura dei beni comuni (81%) e non riesce a contenere il proprio carattere litigioso, disgregato e chiuso su se stesso (71,2%). I giudizi improntati a visioni negative del territorio e dei residenti si rincorrono; il 47,5% non consiglierebbe a un parente, a un amico o a un imprenditore di trasferirsi nel territorio.
Se l’industria non è la nemica Per il 61% degli intervistati dall’Isr le industrie danneggiano l’ambiente. Per il 44%, invece, producono occupazione e benessere.
«La percezione dell’industria non è priva di ombre - conclude Balestri - Ma è significativamente diversa da quella delle chiassose polemiche animate da piccoli comitati e chiassose polemiche».
Un’affermazione, la sua, destinata di certo a far discutere.(a.v.)
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