Proteste
Balzello o aiuto al settore? Dubbi e bisogni
MASSA. «Il gettito dell’imposta è destinato a finanziare gli interventi previsti nel bilancio di previsione per il turismo, la manutenzione, la fruizione e il recupero dei beni culturali e ambientali,...
MASSA. «Il gettito dell’imposta è destinato a finanziare gli interventi previsti nel bilancio di previsione per il turismo, la manutenzione, la fruizione e il recupero dei beni culturali e ambientali, nonché i relativi servizi pubblici locali, anche in relazione alle maggiori spese connesse ai flussi turistici». Così recita l’articolo 2 del regolamento sull’imposta di soggiorno. Ovvero: i soldi saranno reinvestiti nel turismo.
Insomma, se a qualcuno può sembrare un balzello, sappia che i proventi ritorneranno al settore sotto forma di servizi. Ecco, dunque, cosa ci si attende. «Il nostro litorale è meraviglioso – spiega Giovanna Basteri del campeggio Città di Massa – ma le spiagge vanno sistemate, le strade vanno rese più transitabili, i parchi messi a nuovo. Mancano gli autobus: il collegamento tra Partaccia e la stazione messo quest’anno funziona solo nei giorni feriali, ma i turisti arrivano soprattutto la domenica. E non c’è un collegamento la sera tra Marina Massa e Marina Carrara».
Mezzi pubblici, cura dell’ambiente, viabilità: la lista della spesa dei campeggiatori è già lunga e la tassa, pur mal digerita, potrebbe essere l’occasione per raggranellare un gruzzoletto – si attendono introiti per 600mila euro – per fare gli interventi necessari. «Lei ci crede?», chiede Basteri.
Il dubbio è legittimo. Perché l’imposta di soggiorno non è una tassa di scopo. Per capirsi: se d’estate le frotte di villeggianti fanno aumentare i rifiuti, i proventi della tassa possono andare a coprire i maggiori costi di smaltimento. Interventi finanziari ordinari, insomma, non strettamente vincolati ad aiutare il turismo.
«Il problema non è la tassa di soggiorno – spiega Claudio Lotto, presidente di Confcommercio Albergatori che raggruppa 75 alberghi nel comune di Massa – ma il fatto che l’amministrazione non abbia mai riflettuto su cosa voglia dal turismo in questa zona. Non c’è un programma. Io personalmente potrei condividere la tassa se ci fosse una promozione almeno nel medio periodo, diciamo cinque anni; ora invece non si fa nemmeno a un anno».
Problemi che si sommano alle difficoltà legate alla mancata partenza della raccolta differenziata, che infligge ai gestori costi più alti di tassa della spazzatura, e i parcheggi a pagamento che scoraggiano i turisti a. «La tassa è mal digerita, perché non si sa cosa fare», conclude Lotto.
Il messaggio che arriva dalla Confcommercio è chiaro: i soldi della tassa devono essere reinvestiti nel turismo. (f.f.)
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