Attenzione
Agguato a benzinaio, ancora una rapina
In due lo hanno aspettato in una stradina secondaria. L’uomo con sè aveva l’incasso. Poi sono fuggiti col suo scooter
MONTIGNOSO. Appena ha svoltato l’angolo di via Gori con il suo scooter si è trovato davanti due uomini - uno alto più di un metro e ottanta e l’altro una decina di centimetri più basso - e un ciclomotore sdraiato su un fianco per terra. Neppure il tempo di pensare a un incidente che è stato strattonato, preso a calci e disarcionato dal suo Scarabeo. La coppia ha preso il borsello che si trovava nascosto sotto la sella del motorino, ha controllato che ci fossero i soldi ed è ripartita con lo Scarabeo dell’uomo. La vittima della rapina è uno dei tre titolari del distributore Eni sull’Aurelia, a Montignoso, che si trova all’altezza del supermercato Ekom: si chiama Antonio Braconi e ha 63 anni. Il bottino è di circa tredicimila euro, di questi più di diecimila in contanti.
Il colpo è stato studiato in ogni suo minimo dettaglio. L’unica cosa che è andata male ai malviventi è che uno dei soci di Braconi era andato in banca subito dopo l’apertura a consegnare l’incasso fatto con la pompa self service tra sabato e domenica. Diverse decine di migliaia di euro, anche perché erano i giorni della promozione con la verde e il diesel a prezzi stracciati. Restava da depositare la cassa dei clienti serviti il sabato mattina e ieri. Fino alle 12.30, quando poi il benzinaio ha deciso di andare all’istituto di credito a fare il versamento. E proprio quello stavano aspettando i due, anzi con tutta probabilità si sono appostati nei dintorni del distributore e da lì hanno osservato i movimenti dei tre soci. Quando hanno capito che era arrivato il momento di entrare in azione si sono spostati in via Gori, hanno girato l’angolo e hanno preparato l’agguato. Avevano il casco in testa, gli occhiali da sole e una bandana sulla bocca. Irriconoscibili. Tanto che una signora che abita nella viuzza si era insospettita. Ma non ha fatto in tempo a dare l’allarme, perché prima che prendesse il telefono in mano è passato il benzinaio. Ed è scattato il pestaggio.
Braconi è stato preso di sorpresa, ha tentato di reagire avventandosi contro il più piccolo dei due aggressori. Ma non ce l’ha fatta. Così la coppia di malviventi gli ha portato via lo Scarabeo, lasciando in terra il Fly che avevano usato per andare in via Gori. Targato Genova, ma risultato rubato a Viareggio poco tempo fa. Anche sul secondo sccoter però hanno fatto poca strada perché era un mezzo riconoscibile e quindi pericoloso per spostarsi per lunghi tratti.
Della rapina si stanno occupando i carabinieri. I militari del radiomobile hanno cercato per tutto il pomeriggio lo Scarabeo rubato e lo hanno trovato a Renella intorno alle 18. Probabilmente i malviventi poi sono fuggiti con un mezzo pulito che avevano parcheggiato a portata di mano. Ma è evidente per gli inquirenti che la coppia sia del posto e che abbia passato diverso tempo - in giornate differenti - davanti al distributore dell’Eni. E siccome nella zona ci sono delle telecamere è possibile che siano stati ripresi. Per questo l’Arma sta cercando di visionare tutti i filmati. Solo da qui potrebbe nascere una pista da seguire. Altrimenti sarà dura trovare i colpevoli della rapina.
Subito dopo il colpo in via Gori sono arrivati anche gli altri due soci di Braconi. Hanno consolato l’uomo e si sono disperati insieme a lui perché non erano assicurati. Del resto non c’era bisogno, visto che l’unico episodio criminoso che hanno subito risale a parecchi anni fa. Il problema semmai è per il futuro, dato che ieri si sono accorti di essere vulnerabili e che quel giro lungo le stradine interne di Montignoso per raggiungere la banca senza destare troppe attenzioni non è così blindato come credevano.
Nel pomeriggio comunque hanno riaperto l’attività e si sono rimessi al lavoro. Devono voltare pagina, altrimenti diventa tutto più difficile.
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