Sicurezza
Scoppio metanodotto, la SdS offre aiuto
Sarà assistita dall’ente sanitario la donna rimasta gravemente ustionata dall’esplosione di Tresana
TRESANA. La Società della Salute della Lunigiana va in soccorso della signora Monica Amadei, gravemente ustionata dallo scoppio del metanodotto Snam in località Mulino di Tresana. Il terribile evento si verificò poco più di cinque mesi fa e nei giorni scorsi la signora Amadei affidò il proprio personale sfogo alla stampa, lamentando, tra le altre cose, di non avere ricevuto assistenza per i presidi farmacologici specifici e costosi prescritti. Ora ad intervenire per rassicurare la signora è il direttore della SdS Lunigiana, Mario Guastalli, il quale la invita a presentarsi domani al poliambulatorio di Aulla per avere quanto richiesto.
«La Società della Salute della Lunigiana - scrive Guastalli - non intende dimenticare persone tanto sfortunate come la signora Monica Amadei. Soltanto la burocrazia e le sue lentezze, infatti, ci hanno impedito di intervenire subito, ma proprio in questi giorni abbiamo rimediato con un provvedimento straordinario, che va a supplire alla vacatio legis, e invitiamo la signora Amadei a presentarsi domani presso il poliambulatorio di piazza della Vittoria ad Aulla per ottenere l’assistenza richiesta».
Anche il presidente della Regione, Enrico Rossi, e il sindaco di Tresana, Oriano Valenti, sono stati coinvolti, esprimendo soddisfazione per il positivo sbocco della vertenza, e hanno naturalmente condiviso l’esigenza di offrire un sostegno nel contesto di un evento di eccezionale drammaticità, che ha provocato ustioni sulle braccia della signora Amadei e sul corpo della madre.
«Quindi, alla signora Amadei - prosegue il direttore della SdS Lunigiana - daremo la necessaria assistenza per i presidi farmacologici specifici e costosi prescritti, auspicando che possa tornare a sentire vicine le istituzioni. Certamente noi, come SdS Lunigiana, non possiamo lasciare soli cittadini colpiti da tragedie così importanti».
Ricordiamo che Monica Amadei vide distrutta anche l’abitazione condivisa con i genitori e si chiedeva quanto altro tempo debba trascorrere prima di tornare alla tranquilla vita condotta nella frazione di Mulino di Tresana, deliziosa fino allo scorso 18 gennaio, giorno in cui si scatenò l’inferno a causa dello scoppio avvenuto durante lavori alle condutture del gas.
Tra l’altro, visto che è stato fatto cenno alle case, giovedì pomeriggio sarà in municipio a Barbarasco il dirigente responsabile della Protezione civile toscana, Antonino Melara, il quale parlerà dei primi contributi per le prime case distrutte dall’esplosione. Nei giorni scorsi lo stesso Melara era stato ad Aulla, dove aveva incontrato il sindaco e gli amministratori, ma anche alcuni membri dell’associazione Comitato rinascita Aulla e Lunigiana, con i quali aveva fatto il punto della situazione nel post alluvione.(g.u.)
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