Il Tirreno

Medico sbaglia intervento ma non risarcisce paziente

Medico sbaglia intervento ma non risarcisce paziente

Il dentista aveva spaccato la mandibola a una quarantenne nel 2001 Dopo undici anni il tribunale gli ha dato torto. Lui però non vuole pagare

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MASSA. Le ha spaccato le ossa mandibolari nel tentativo di fare spazio a due ponti. Un’operazione maldestra compiuta da un dentista anche abbastanza rinomato, con uno studio a Massa e un altro fuori provincia. Può capitare, anzi capita, anche ai migliori. La paziente, una quarantenne massese, ha capito subito che c’era qualcosa che non andava e ha chiesto spiegazioni. Il medico però non ha sentito ragioni: lui il lavoro lo aveva fatto e doveva essere pagato. E così è stato.

La donna allora si è rivolta a un avvocato e ha iniziato la sua battaglia legale. Era il 2001. Dopo undici anni una sentenza - di un giudice civile - le ha dato ragione: più di cinquantamila euro di risarcimento, comprese le spese processuali. Nel frattempo il danno alla mandibola è peggiorato perché la donna non aveva i soldi per potersi fare operare da un altro dentista.

Si può comunque ancora intervenire, nonostante la frattura si sia già calcificata. Ma non ci sono ancora i soldi per poter pagare il medico e non si sa neppure se mai ci saranno. Il dentista che ha provocato il danno infatti non ha alcuna intenzione di rispettare la sentenza del 3 giugno e quindi non risarcisce la paziente. In più non ha proprietà intestate e il legale della donna sta faticando parecchio per risalire agli effettivi guadagni del libero professionista. «Ma io ho bisogno di quell’intervento - ha raccontato la signora al Tirreno - perché faccio davvero fatica a masticare».

Tra l’altro l’errore del dottore è stato davvero di quelli evidenti. Ha utilizzato una procedura obsoleta e alquanto pericolosa per fare spazio alle due arcate. Mentre adoperava il ferro ha fatto pressione dove non doveva e la mandibola si è sbriciolata.

Come detto l’iter processuale è stato decisamente ingarbugliato. L’avvocato della paziente - che ha preferito restare anonimo - aveva chiesto l’urgenza per tutelare la salute della donna, visto che l’Asl non passa interventi del genere. Ma il tribunale ha rigettato la domanda. E così si sono seguiti i tempi del civile. Undici anni per avere la sentenza di primo grado. Udienze su udienze per sentire i pareri di altri medici e per stabilire una cosa che era evidente fin dall’inizio del processo: era stato il medico a sbagliare l’operazione e quindi doveva risarcire. Anche perché per riparare il danno servono venticinquemila euro. Il 3 giugno la giustizia ha detto che il dentista aveva torto, lui però ha deciso di resistere a oltranza e di non pagare.

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