Sicurezza
Cantiere: Oci chiede incontro a Zubbani
La multinazionale tasta il polso al territorio. Baldini: vogliamo un’idea industriale e non un parcheggio di yacht
CARRARA. Il colosso della nautica Ocean Independence con sede in Svizzera e uffici in tutto il mondo,ha chiesto incontri con il Comune di Carrara, la Port Authority, la Provincia e la Regione, per raccogliere elementi sul territorio e sull’area dei Nuovi Cantieri Apuania, per poi presentare un piano industriale finalizzato all’eventuale acquisizione del cantiere o di una parte. Lo conferma l’assessore provinciale alle attività produttive Paolo Baldini, il quale resta molto prudente e non si avventura in pronostici. Dice solo che in una lettera di Invitalia indirizzata ai suddetti enti, è stata allegata la richiesta dell’Ocean «firmata dall’amministratore delegato, lo svizzero Peter Hurzeler, e che porta anche la firma di Maurizio Cei, ex ad del gruppo Baglietto, e di un commerciante di yacht».
L’unica considerazione che fa Baldini: «Mi sembra difficile contemperare sul piano dei tempi stretti, la richiesta di incontri con le istituzioni locali e la preparazione di un piano industriale entro l’eventuale riunione dei primi di luglio al ministero dello sviluppo economico. E se anche il piano fossse presentato in tempi rapidi, per noi deve contenere un’iniziativa di tipo industriale: se ci fosse una proposta di refitting sarebbe già qualcosa, se si prefigurasse nell’area del cantiere solo un “pargheggio” per gli yacht che Ocean ha nel mondo, allora sarebbe discutibile. Per quanto si sa finora, sembra che i rappresentanti di Ocean Independence abbiamo già avuto un incontro in Regione.
«Mi hanno cercato, ma non li ho ancora ricevuti» si limita a dire il sindaco Angelo Zubbani.
La multinazionale ha un contratto esclusivo con Invitalia, fino ad agosto. Ha avviato una “Due diligence”, che è un processo investigativo per analizzare valore e condizioni di un'azienda, o di un ramo aziendale. In questo sotto la lente c’è Nca.
Sulla manifestazione di interesse c’è però preoccupazione da parte dei lavoratori ed rsu di Nca.
«Temiamo che venga cambiata pelle alle aree del cantiere navale. Che vengano chieste assicurazioni di tipo urbanistico per presentare il piano industriale». Nell’incertezza su quelli che saranno i contenuti della proposta imprenditoriale, continua a restare alta la tensione.
Fra gli addetti ai lavori del settore della nautica, il nome della Ocean Independence (uscito fuori dalla cortina di riserbo che finora l’ha coperto) è ben conosciuto, come una realtà forte in grado di mjuoversi sul fronte dei mega yacht e delle navi da diporto (dai 70 ai 150 metri o più, per intenderci) a cui potrebbe far comodo potenziare il segmento del refitting e che «ovviamente» prima di formalizzare una proposta industriale, intende tastare il polso alle istituzioni locali.
Si dice anche che le trattative con Invitalia stiano avvenendo tramite intermediari, agenzie di brokeraggio.
Da parte dei lavoratori e dei sindacati è predominante una richiesta rivolta alle istituzioni locali, a Invitalia, al ministero dello sviluppo economico: avere chiarezza il più presto possibile.
Per questo nell’incontro svoltosi giovedì scorso in prefettura, l’appello al rappresentante di governo è stato quello di sollecitare il ministero a convocare l’incontro a Roma per i 2 luglio. O comunque a giro strettissimo.
Fino a ieri, da Roma, nessuna risposta ufficiale.
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