Il Tirreno

Scrutini ripetuti, bocciature confermate

di Fabrizio Palagi
Scrutini ripetuti, bocciature confermate

Su invito da Roma il preside del Tifoni ha convocato d’urgenza il consiglio docenti ma non è stata fatta retromarcia

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PONTREMOLI. Scrutini ripetuti, ma il risultato non cambia: il collegio docenti delle classi prime dell’istituto comprensivo Tifoni ha confermato quanto espresso in precedenza e quindi i cinque ragazzini in questione dovranno ripetere l’anno.

La conferma del tutto arriva tramite telefonata dalla direzione generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Toscana del Miur (Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca), per voce della dirigente Angela Palamone, incalzata fin dalla mattinata di ieri per sapere l’esito dello scrutinio-bis, effettuato in tutta urgenza.

«Il preside Angelo Ferdani - dice la dottoressa Palamone - mi ha riferito solo telefonicamente l’esito dello scrutinio-bis, aggiungendo che la documentazione mi è stata inviata per posta. Quindi non sono in grado di commentare o rilasciare comunicati di sorta, se prima non visionerò le carte». Si chiude quindi con un esito da molti dato per scontato la vicenda che ha travalicato i confini della Lunigiana per approdare alle cronache nazionali, dato che bocciare cinque bambini in due prime elementari dello stesso istituto comprensivo non è cosa da tutti i giorni.

Il preside Ferdani, tallonato telefonicamente per tutta la giornata di ieri, ha solo detto di aver effettuato, come invitato dal ministero, la ripetizione degli scrutini: «Mi hanno imposto il silenzio - ha solo detto - e quindi rispetto la consegna. In mattinata si sono svolte le operazioni richieste da Roma e, in merito agli esiti, comunicherò solo con le autorità scolastiche preposte».

Non cambia, dunque, la situazione che ha reso popolare Pontremoli.

Anche nella serata di mercoledì scorso, durante la quale si è svolta una riunione tra collegio docenti, comitato genitori e dirigenza scolastica, nulla è trapelato da parte di Ferdani che ha solo avvisato dell’imminente ripetizione degli scrutini.

Durante il summit è stata anche delineata la situazione per il prossimo anno scolastico, al quale, al momento, sono iscritti 58 bambini nelle due prime classi elementari.

Il dirigente ha dapprima comunicato che le indagini hanno rilevato delle “irregolarità formali” e che si sarebbe riunito con i docenti interessati per riesaminare gli elaborati prodotti. Ha ribadito che il polverone sollevato da alcuni genitori non è imputabile ai genitori dei bambini bocciati. Dopodichè Ferdani aveva spiegato l’argomento del giorno, la richiesta di una terza sezione per le prossime classi prime sacrificando, però, le ore di compresenza e spostando un docente dalla sede dell’Arpiola di Mulazzo a Pontremoli, soluzione che pare non soddisfi né insegnanti né genitori, ma che secondo Ferdani sarebbe l’unica possibile se i genitori confermeranno di preferirla alle due prime con 29 alunni per classe.

«Avendo rifiutato, lo scorso anno, la richiesta di una terza sezione con numeri maggiori e con la presenza di un diversamente abile - aveva sottolineato Ferdani - non posso fare altro che, riprendendo l’offerta della dottoressa Alfano dell’ex Provveditorato di Massa, dello scorso novembre, arrangiarmi con il personale docente a disposizione».

Alcuni docenti avevano sottolineato come si venga a danneggiare la sede dell’Arpiola, con una simile soluzione, i cui genitori non sono stati invitati a partecipare, ma anche le altre classi dell’intero istituto. Inoltre utilizzare le ore della compresenza, che comunque andrà a sparire, secondo il dirigente, per costituire personale di organico va contro la normativa.

Una terza soluzione potrebbe essere quella, comunque, di richiedere una terza sezione motivandola con una situazione di emergenza data dalla chiusura di altri plessi di Pontremoli e dall’utilizzo dell’istituto Ferrari da più di 600 allievi. Ma la proposta, accolta positivamente dai genitori presenti, non è piaciuta al dirigente che, non ritenendo di poterla prendere in considerazione, invitava i docenti a proporla direttamente loro al Provveditorato. Peccato che i docenti non abbiano voce in capitolo e che la richiesta della classi sia di esclusiva competenza del dirigente. Pare infine, tornando alle bocciature, che i docenti e in particolare le insegnanti delle prime in questione si siano sentite messe sotto accusa per il loro operato e per la decisione delle bocciature in classi da genitori definite “pollaio”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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