Proteste
Orsini parla: il Comune non c’entra
Dichiarazioni spontanee del direttore dei lavori all’udienza preliminare per il crollo sul Carrione, tutto rinviato al 17 luglio
CARRARA. Ancora un rinvio per l’udienza preliminare dell’inchiesta sul crollo della palazzina del Carrione. Se ne riparlerà martedì 17 luglio, in quella sede il gup Giuseppe Laghezza deciderà se rinviare a giudizio (come chiesto dal pm Alessandra Conforti) o prosciogliere i cinque indagati (per loro le accuse sono di crollo e disastro colposo in concorso): gli ingegneri Pietro Orsini e Nicola Festa (dipendente comunale), direttori dei lavori di risagomazione dell'alveo del torrente Carrione nel centro storico; il dirigente dell'ufficio Opere pubblico del Comune e responsabile unico del procedimento, ingegner Sergio Alteri; il direttore dei lavori della ditta Coestra, aggiudicataria dell'appalto per la risistemazione dell'alveo del Carrione, Gianluca Dei. E Paolo Fredducci, responsabile tecnico della ditta Abc Generale Engineering, incaricata di eseguire lavori di bonifica bellica nel fiume. La pm Conforti ha ribadito la richiesta del rinvio a giudizio di tutti gli imputati: dopo aver ripercorso le tappe dell’appalto e dei lavori, sulla base della perizia degli ingegneri Misurale e Ratti ha spiegato che la responsabilità del crollo è dovuta essenzialmente all’abbattimento delle due briglie a monte della casa, che ha provocato una diversa velocità delle acque, l’aumento dell’erosione e il crollo.
L’udienza ha visto inoltre la costituzione del Comune quale responsabile civile, citato in giudizio dagli avvocati di parte civile, cioé i legali che assistono i proprietari degli appartamenti distrutti, o danneggiati nel crollo: in particolare la richiesta è stata avanzata dagli avvocati Riccardo Balatri (che tutela Pier Luigi Bertocchi; Giovan Battista Bertocchi (che tutela Gianfranco Bertocchi); e l’avvocato Alessio Menconi, che assiste Carmelo Ciaramella.
Il Comune in questo procedimento è difeso quale responsabile civile dall’avvocato Silvio Manfredi di Massa. Nel corso dell’udienza inoltre ha voluto fare dichiarazioni l’ingegner Pietro Orsini, difeso dagli avvocati Marzaduri e Tolini. L’ingegner Pietro Orsini, che subentrò a Festa quale direttore dei lavori, ha sostenuto fra l’altro la non responsabilità del Comune, ma ha puntato l’indice contro i tecnici delle imprese appaltatrici e il responsabile della sicurezza. Qualcuno gli ha anche ricordato la frase diventata famosa perché riproposta anche su Youtube; a pochi giorni dal crollo, alla cronista che gli chiedeva se ci fossero rischi statici, l’ingegner Orsini risposte di no. Sul punto, il professionista ha fatto presente che in sostanza nell’intervista estemporanea non prendeva una posizione effettiva, e il “no” riferito alla mancanza di rischi statici intendeva dire che non ci sarebbero stati rischi se le ditte appaltatrici avessero fatto le cose come dovevano essere fatte.
Anche l'avvocato Silvio Manfredi per conto del Comune di Carrara ha scaricato le responsabilità sulle ditte che hanno svolto i lavori, e come scelta processuale precisa ha depositato e chiesto di far acquisire la ponderosa relazione predisposta dall’ingegner Pierre Popoff nel parallelo procedimento civile, instaurato nello stesso tribunale di Massa a seguito dell’accertamente tecnico preventivo che fu predisposto dopo il crollo. Come noto, l’ingegner Popoff arrivò a stilare una “classifica” delle responsabilità; il Comune risulta responsabile al 20 per cento circa, ma secondo l’avvocato Manfredi in realtà quella consulenza di Popoff ridimensiona molto il ruolo del Comune.
Ruolo decisivo, secondo l’avvocato Manfredi, fu dei direttori dei lavori delle ditte appaltatrici. Ha inoltre prodotto copia dei contratti sottoscritti con la ditta Abc, incaricata dello sminamento, e con la Coestra, titolare dell'appalto. Quei contratti, ha fatto notare l’avvocato Manfredi, lasciano spazi di autonomia alle ditte, e ha prodotto anche una sentenza della Cassazione per la quale in casi analoghi, sono le ditte stesse a rispondere di eventuali danni.
A questo punto, di fronte alle richieste degli avvocati difensori di valutare le dichiarazioni rese dall'ingegner Orsini il giudice ha rinviato l’udienza al prossimo 17 luglio.
Il crollo, come si ricorderà, avvenne il 2 luglio del 2010. A cedere completamente fu la palazzina al civico 48, ma anche le palazzine adiacenti hanno subìto vari danni. Numerose le parti civili già ammesse: oltre a quelle già citate e assiste dagli avvocati Balatri, Bertocchi e Menconi, l'avvocato Anna Lucia Galleni per Pierluigi Carozzi; l'avvocato Antonio Scarano per Rosa Vinchesi; l'avvocato Sara Rocca per Anna Rosa Zambelli, Chiara Del Monte, Claudia Del Monte, Valentina Del Monte, Alessandra Del Monte, Anna Bernardi e Edda Bernardi; l'avvocato Pietro Ambrosanio per Antonio Ricciarelli e Maria Rita Costa.
Secondo la perizia Popoff, a cui abbiamo fatto riferimento, la causa determinante, quella che ha inciso per tre quarti (il 75%) è l’abbassamento dell’alveo; il perito non nasconde certo una concausa legata alle condizioni degli stabili crollati o lesionati, e queste condizioni hanno inciso per un 10i per cento; l’ultimo 5% di responsabilità è attribuito all’evento meteorico, cioé alla pioggia. Sul piano civilistico, per la responsabilità danni, questa è la suddivisione su cui bisogna basarsi secondo il consulente del tribunale civile: Coestra 41,4%, Abc 22,1%, Comune 21,5%, proprietà 10%, evento meteorico 5%. Vedremo quanto sarà valutata questa perizia rispetto a quella predisposta dal consulente del pm. (m.b.)
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