Il Tirreno

Processo cremazioni, Fialdini prende di mira Massa Servizi

L’ex dipendente comunale Renzo Fialdini, responsabile del settore cimiteriale, ha ribattuto, nel contro interrogatorio del suo difensore, l’avvocato Adriano Martini, le accuse mosse dall’accusa

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MASSA. L’ex dipendente comunale Renzo Fialdini, responsabile del settore cimiteriale, ha ribattuto, nel contro interrogatorio del suo difensore, l’avvocato Adriano Martini, le accuse mosse dall’accusa nella scorsa udienza del processo sullo scandalo cremazioni. In pratica Fialdini ha ribadito quello che ha sempre detto: «A controllare che non ci fossero dei problemi nel forno e nel camposanto doveva essere Massa Servizi e non io».

Il funzionario ha chiarito anche i suoi rapporti con Renato Alibani, il titolare della società che aveva vinto l’appalto per la gestione dei servizi cimiteriali. Ma è stato incalzato sia dal pm Federico Manotti sia dall’avvocato che rappresenta i familiari dei defunti, Emilio Pianini, sul registro con la copertina di colore rosso che teneva nel suo ufficio. Registro che presenta gravi incongruenze, ma che il funzionario ha detto che non ha redatto soltanto lui: «La scrittura non è soltanto mia - ha detto ai giudici - devo controllare le carte e poi potrò essere più preciso». A questo punto è arrivata la battuta velenosa del pubblico ministero - «doveva controllare prima» - che ha scatenato l’avvocato Martini: «Più rispetto per il mio cliente».

La seduta è proseguita con l’interrogatorio da parte dell’accusa di un altro ex dipendente di Euroservizi, anche lui imputato nel processo sulle cremazioni: Marco Grassi. L’uomo si occupava della contabilità e ha confermato che i resti mortali che arrivavano da altre città venivano cremati in nero: «Lo avevo segnalato ad Alibani e lui mi aveva detto che se ne sarebbe occupato di persona». Ma un’altra cosa ha detto Grassi che potrebbe risultare decisiva: «Ero in ufficio quando arrivò il signor Iardella e si chiuse nell’ufficio di Alibani. Parlarono per molto tempo, alla fine chiesi ad Alibani cosa si erano detti e lui mi disse che aveva regalato un’auto (l’Alfa di proprietà di Iardella ) a Fialdini». Circostanza questa che Grassi aveva già detto, ma in aula potrebbe avere un altro effetto. C’è da dire però che l’ex funzionario comunale ha sempre sostenuto e in parte dimostrato che quella vettura gli era stata data in prova da Iardella e lui dopo qualche mese aveva pagato i cinquemila euro richiesti in contanti.

Anche ieri ad assistere al processo c’erano molte persone, quasi tutti parenti di defunti che sono stati cremati a Mirteto. La prossima udienza si terrà il 18 luglio. Toccherà alle difese cominciare a far sfilare i propri testimoni. Il processo entra nel vivo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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