Il Tirreno

L’Erp: sicurezza a rischio sgombero necessario

L’Erp: sicurezza a rischio sgombero necessario

La relazione dell’Università sul palazzo di Via Pisacane: «Assolutamente carente la risposta delle strutture alle azioni sismiche». Dubbi sulla ristrutturazione

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MASSA. Non sarà una guerra di perizie, ma ci assomiglia. Il pasticcio dello stabile di Via Pisacane, sgomberato perchè “a rischio di crollo” nella notte di giovedì scorso, con un’ordinanza del sindaco revocata poche ore dopo con un altro provvedimento che consente alle 50 famiglie di rientrare in casa, ma vietando loro di usare terrazze e balconi, si arricchisce di un altro capitolo. A scriverlo è il direttore generale dell’Erp (l’ex Ater, l’ente che gestisce le case “popolari” compreso l’immobile dei Poggi) Giuseppe Lazzerini che ripercorre la vicenda da un puinto di vista strettamente tecnico. Ma da cui traspare con evidenza l’intenzione di difendere il “modus operandi” dell’Erp a tutela “della sicurezza delle persone”.

Tutto comincia, ricostruisce Lazzerini, quando, il 7 settembre 2011 partono i lavori di manutenzione straordinaria per l’eliminazione dell'amianto e per la riparazione di calcestruzzi ammalorati e l'esecuzione di coibentazioni, del fabbricato di via Pisacane. I avori, spiega il direttore « sono stati fermati successivamente in quanto durante l’esecuzione ri i tecnici dell'Erp hanno scoperto che alcuni pilastri d’angolo, posti sul prospetto mare, presentavano delle cavità al loro interno». Il 7 febbraio scorso, dunque, il Consiglio di amministrazione di Erp affidaa all’Università di Pisa (Dipartimento di Ingegneria

Civile , professor Walter Salvatore) luno studio per la valutazione della sicurezza statica e sismica dello stabile. Il dipartimento universitario consegna il suo verdetto giusto giovedì scorso. Ed è una valutazione molto preoccupante. Talte da indurre l’Ero a chiedere al Comune di Massa lo sgombero per «tutelare la sicurezza delle persone che abitano in tale struttura». Lazzerini cita un passaggio della relazione tecnica dell’Università di Pisa: «La presenza dei citati vuoti in corrispondenza della base delle colonne, la carenza della lunghezza di sovrapposizione delle armature e l’elevato impegno presente già per i carichi statici rendono la risposta degli elementi verticali alle azioni sismiche assolutamente carente». Non occorre essere esperti per capire che quel palazzo, secondo lo studio, è pericoloso. Non solo, dalla relazione, insiste Lazzerini, è emerso anche che «numerosi nodi di collegamento risultano vuoti o riempiti con materiali privi di legante; la lunghezza dei ferri di ripresa è inadeguata, le tensioni nei pilastri, tenuto conto della presenza dei vuoti hanno valori che superano i limiti di sicurezza. E ancora, numerose travi non soddisfano la verifica a flessione e il collegamento tra le travi prefabbricate non risulta assicurato. Non sono presenti sotto alla trave barre longitudinali che assicurino la continuità trave trave». Anche qui un linguaggio tecnico, ma con un significato chiaro. Ed è sulla base di questa allarmata diagnosi parte la richiesta al Comune di sgomberare l’edificio. L’Erp, dunque, «ha agito sulla base della relazione di uno dei massimi esperti in materia e mettendo al primo posto la sicurezza delle persone», ribadisce Lazzerini. Come dire: per noi lo sgombero era necessario, se poi la perizia dei vigili del fuoco dà esisti diversi, non è affar nostro.

Intanto, si attende, per la prossima settimana, un nuovo verdetto dell’Università di Pisa, cioè un ipotesi di progetto per mettere in sicurezza l’immobile. Poi, «nel più breve tempo possibile», l’Erp preparerà un progetto per l'esecuzione dei lavori e a quel punto lo steso Erp, insieme al Comune decideranno “se e come” intervenire sull'edificio.

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