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Gestore di slot si gioca lo stipendio nelle macchinette

Gestore di slot si gioca lo stipendio nelle macchinette

L’uomo ha inscenato di essere stato rapinato da due slavi I carabinieri hanno scoperto il trucco e lo hanno denunciato

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MASSA. I soldi che guadagnava con il suo lavoro di rappresentante di slot machine li spendeva giocandoli nelle slot machine. Fedele al motto nulla si crea e nulla si distrugge il libero professionista trentaquattrenne di Massa si è letteralmente rovinato, tanto da non poter più mascherare il suo vizio con i propri cari. E quando il rosso è arrivato a ventimila euro, stipendi e fondo delle vincite, invece di confessare la sua malattia ha inscenato di aver subito una rapina. E guarda caso ha raccontato alle forze dell’ordine che i malviventi lo avevano alleggerito proprio della somma che aveva visto svanire dentro quelle macchinette infernali.

Il rappresentante ha chiamato il centralino dei carabinieri venerdì pomeriggio. Con voce concitata ha detto al militare che ha preso la chiamata di essere stato aggredito da due uomini sui trent’anni armati di coltello. Parlavano con accento straniero, anzi balcanico. Così è intervenuta una pattuglia dell’Arma. L’uomo ha aggiunto dei particolari: «Mi hanno puntato la lama alla gola, non potevo disobbedire. Sono rovinato, quei soldi mi servivano per pagare dei debiti». Poi però quando è stato incalzato sulle notizie più rilevanti per la caccia ai malviventi è stato evasivo: «Sa ero terrorizzato, non ho visto bene..». Ha descritto un’auto con un colore improbabile e dei numeri di targa che ai carabinieri sono sembrati buttati lì a caso. Insomma, c’erano delle cose che non quadravano. Principalmente che nessuno aveva visto niente, né aveva sentito niente. La rapina perfetta.

Troppo perfetta per non insospettire il comandante della caserma di Marina di Massa che ha convocato il rappresentante per vederci chiaro. Prima però si era fatto fare un quadro dai titolari delle sale gioco con cui collaborava e con il proprietario dell’azienda che lo aveva alle dipendenze. Una volta capito con chi aveva a che fare il maresciallo ha messo alle strette il rappresentante, chiedendogli di descrivere esattamente cosa era capitato quel pomeriggio. L’uomo ha provato a continuare a recitare la sua parte, ma è caduto troppe volte in contraddizione e così il maresciallo gli ha detto di confessare. Il trentaquattrenne ha ammesso di essersi inventato tutto perché aveva perso quei ventimila euro proprio alle slot machine. «Mi dispiace, ma è più forte di me. Non riesco a fermarmi. Ogni volta che ho dei soldi in tasca li metto dentro una di quelle dannate macchinette. Pur sapendo che non vincerò perché è impossibile vincere».

Il comandante ha ascoltato tutto e poi lo ha denunciato per appropriazione indebita (parte di quel denaro era quello che serviva per pagare le vincite). Finita la parte ufficiale, però lui e i suoi collaboratori hanno preso l’uomo sotto braccio e gli hanno consigliato di andare al Sert a farsi visitare: «La sua è una dipendenza pericolosa - ha spiegato il sottufficiale con tono paterno - non può non farsi aiutare da qualcuno. Vedrà che riuscirà a venirne fuori, l’importante è che si faccia seguire da uno specialista». Il rappresentante ha annuito e se ne è andato a casa mortificato.

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di Redazione Massa