Finanza
Decreto (con aste) per gli stabilimenti
Notizie non buone da Bruxelles e Roma per i balneari Il ministro annuncia: pronte le norme sulle concessioni
MASSA. La Bolkestein c’è e nessuno la può cancellare. Ma forse ci sono gli spiragli per una ulteriore proroga che porti le concessioni balneari a dopo il primo gennaio del 2016, o come dicono altri al 31 dicembre del 2015. Insomma che si allunghi la proroga oltre i tre anni previsti al momento.
Questa in estrema sintesi quanto è uscito ieri da Bruxelles (dove i balneari hanno incontrato i funzionari della Comunità Europea) e da Roma. E qui che accade la cosa più importante. il ministro del turismo Gnudi annuncia che il decreto sulle concessioni è pronto e farà il giro dei ministeri competenti.
Ma cosa c’è scritto in questo documento? Quello che riporta in un breve flash l’Ansa dal Senato, dove Gnudi è stato ascoltato in commissione industria.In pratica il ministro dice che c’è massima comprensione per le esigenze dei concessionari, ma dentro i paletti della Bolkestein.
Come interpretare queste parole? La Bolkestein, o meglio la direttiva servizi, dice una cosa sola: le concessioni balneari devono andare all’asta in nome della libertà di impresa e della concorrenza. Che poi è uno dei principi della costituzione europea.
Ma il fatto che il ministro Gnudi parla di esigenza dei bagni potrebbe dare un’apertura verso una proroga, ovvero un regime transitorio dalla concessione eterna a quella a scadenza.
In un comunicato ufficiale Vincenzo Borgo, presidente del Sib, il sindacato balneari di Confcommercio si dichiara deluso della visita alla Ue.
«Sono profondamente insoddisfatto per la conferma della propria posizione da parte della Commissione europea che ha mantenuto invariata l’interpretazione per le quali le imprese balneari sono attività di servizi, malgrado nella riunione di oggi avessimo portato nuove argomentazioni a sostegno della categoria».
«E’ impossibile non includere questo settore nella direttiva servizi - ha dichiarato ieri il capounità della direzione generale mercato interno Martin Frohn – per la commissione queste concessioni sono dei servizi, non dei beni e anche se si volessero escludere le concessioni degli stabilimenti balneari dalla direttiva Bolkestein, ci sono sempre i trattati che impediscono lo status quo. Quindi - ha sottolineato - la Commissione farebbe ricorso in base ai trattati, la Corte Ue le darebbe ragione e non «ci sarebbe più alcun margine per il negoziato».
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