Sicurezza
Crolla il solaio a Casette Tre evacuati nella notte
L’intonaco ha ceduto mentre babbo, mamma e figlio stavano cenando La voragine si è aperta da una crepa provocata dal terremoto del 27 gennaio
MASSA. Erano seduti intorno al tavolo con la cena nel piatto e la partita dell’Italia alla tv quando tutto a un tratto il solaio è crollato sulle loro teste. Il boato ha fatto schizzare fuori dalle loro case i vicini che si sono precipitati a vedere cosa era successo. Nel piccolo cortile hanno trovato la famiglia terrorizzata e in lacrime; si sono affacciati sul portone e hanno visto il tavolo ricoperto di calcinacci.
È successo a Casette, nel comune di Massa, a casa della famiglia Basteri, ieri sera verso le 21.30. Il loro appartamento occupa un piccolo edificio di un piano costruito nel 1954 a valle di via Comunale, civico 86.
«Dal terremoto di gennaio si era formata una crepa sul soffitto della cucina proprio nel punto dove si è creata la voragine», spiega ancora sotto choc la signora Pietrina Ricci, 52 anni, che vive qui con il marito Livio Basteri e il figlio, Andrea di 25 anni.
Ieri sera, però, di scosse non se ne sono sentite. In paese solo il silenzio di quando gioca la Nazionale e tutti gli occhi sono incollati al televisore. Era appena iniziato il secondo tempo quando l’intonaco ha cominciato a screpolarsi e poi, improvvisamente, è caduto. I calcinacci, spessi diversi centimetri, hanno colpito Andrea sulla parte anteriore della testa e il babbo sulla nuca. Il capofamiglia se l’è cavata con qualche graffio e una gran botta; per il figlio, invece, ci sono voluti tre punti di sutura al pronto soccorso di Massa.
Nel frattempo in via Comunale sono arrivati i vigili del fuoco e un tecnico del Comune per verificare la tenuta dello stabile. Il sopralluogo ha dato esito negativo: la famiglia ha dovuto lasciare la casa e ha passato la notte da alcuni parenti a Romagnano, dopo aver rinunciato alla sistemazione offerta dal Comune.
Ieri la porta d’ingresso sbarrata da nastro bianco e rosso e un grosso sacco nero con dentro i detriti lì a fianco erano l’unico segnale del crollo. «Vogliamo tornare al più presto in casa nostra – spiega la signora Pietrina – ma non ci hanno saputo dire di preciso quando».
Il consigliere Pd Giovanni Ricci, che ha seguito la vicenda, spiega che passerà almeno una settimana, forse dieci giorni prima di poter metter mano all’appartamento. «I proprietari dovranno incaricare un tecnico per capire la stabilità dell’intonaco – spiega – e dovranno poi presentare un progetto di lavori da fare a loro spese». Ieri mattina, intanto, è partita l’ordinanza di sgombero per la famiglia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
