Sicurezza
Cardiologia a Massa Zubbani contesta: Carrara “scoperta”
A luglio il nuovo Pal, si scalda la discussione tra i sindaci I lunigianesi insorgono, soltanto Pucci non protesta
CARRARA. Prosegue e si fa sempre più calda la discussione sul Piano attuativo locale straordinario, il documento che dovrà definire gli assetti della sanità provinciale di qui all’entrata in funzione dell'ospedale unico delle Apuane. Per il 10 luglio è prevista la firma definitiva sul documento, intanto ieri mattina la Conferenza dei sindaci di Massa-Carrara, insieme al direttore generale della Usl Maria Teresa de Lauretiis, ha iniziato ad affrontare il merito della discussione, confrontandosi sulla delibera dello scorso 14 giugno con cui la direzione Asl ha delineato gli equilibri della sanità apuana per quanto riguarda l’assistenza ospedaliera, la rete per le emergenze e l’assistenza territoriale.
«Abbiamo avviato un confronto con il contributo di tutti, raccogliendo proposte e obiezioni, alla luce delle quali il 10 luglio verrà compilata la versione definitiva del Pal», ha dichiarato Roberto Pucci, primo cittadino di Massa e presidente di turno della Conferenza dei sindaci. I punti caldi della discussione riguardano, com’è noto, la "spartizione" dei reparti ospedalieri tra Massa e Carrara e gli equilibri tra i comuni di costa e quelli della Lunigiana.
Secondo il documento discusso ieri mattina, a Carrara resteranno Oculistica, Anatomia Patologica, Oncologia e il laboratorio analisi; al Monoblocco sarà inoltre trasferita tutta la Chirurgia generale, con l'impegno ad attivare la Medicina nucleare, la Pet Tac e l'Hospice che andranno a collocarsi negli spazi liberati dai reparti trasferiti a Massa. La bozza di Pal prevede infatti lo spostamento oltre Foce di Ortopedia, Otorinolaringoiatria e Cardiologia, che si insedieranno all'interno dell'ospedale massese dove rimarranno anche Urologia e Terapia.
Una spartizione già nell’aria da tempo e che non aveva mancato di sollevare accese polemiche, a cui ha dato voce, almeno in parte, il sindaco di Carrara Angelo Zubbani: «Ho manifestato le mie obiezioni su alcune scelte e ho chiarito che, per quanto mi riguarda, non approverò nulla senza il mandato del consiglio comunale», ha dichiarato il primo cittadino, annunciando che nelle prossime tre settimane, avvierà un confronto non solo con l’assise, ma anche con tutti i soggetti coinvolti nelle scelte che scaturiranno dal Pal, a iniziare dai sindacati. Il sindaco di Carrara ha chiesto «garanzie certe» sulla realizzazione dei reparti di Medicina nucleare, la Pet Tac e l'hospice: «Nel testo in discussione ci sono impegni vaghi, senza riferimenti ai tempi di attuazione e ai finanziamenti. Per questo - ha detto Zubbani – ho chiesto di avere maggiori certezze». Un’altra perplessità sollevata ieri da Zubbani nel corso del corso del confronto, riguarda lo spostamento da Carrara a Massa del reparto di Cardiologia, che andrebbe così a collocarsi a ridosso di un polo dell’eccellenza della chirurgia del cuore di Montepepe: «Tutta l’attività della Cardiologia si concentrerebbe a Massa, proprio a pochi chilometri dall’Opa», ha osservato il sindaco, lasciando intendere che, in base a questo schema, il territorio carrarese rimarrebbe “scoperto” mentre Massa si ritroverebbe con addirittura due presidi cardiochirurgici vicinissimi.
In attesa di sapere se e fino a che punto le obiezioni sollevate ieri mattina saranno accolte, Zubbani ha chiesto formalmente che al Pal definitivo, quello atteso per il 10 luglio, venga affiancato un documento di natura politica, che guardi a dopo l’entrata in funzione dell’ospedale di Viale Mattei: «Voglio che siano ribaditi formalmente gli impegni presi nel 2001 quando si scelse il sito dell’Ospedale unico, per garantire il futuro dell’Ospedale di Carrara».
Ma è dai sindaci della Lunigiana che arrivano le reazioni più dure alla bozza di programmazione sanitaria. «È un Pal inaccettabile perché si basa su una filosofia sbagliata, che riconduce a logiche economiche il diritto alla salute dei cittadini», ha dichiarato Egidio Pedrini, sindaco di Zeri, dando voce alle critiche sollevate da molti suoi colleghi della Lunigiana secondo i quali, i risparmi nel settore della sanità ricadono sempre sulle zone marginali, mentre i tagli andrebbero fatti altrove. «A Zeri vogliono togliere la guardia medica – ha aggiunto accalorato il primo cittadino – bene, chiederò che mi mandino più sacerdoti, perché i nostri pazienti prima di arrivare in ospedale, avranno bisogno dell'estrema unzione». Più pacata nei toni, ma sostanzialmente d'accordo con il collega nei contenuti, il sindaco di Pontremoli Lucia Baracchini che in occasione della riunione di ieri ha chiesto più equilibrio nella gestione delle strutture ospedaliere già esistenti. «Registro una scarsa attenzione alla progettazione sull’ospedale della mia città: è un presidio importante su cui al momento non vedo un quadro chiaro per un intervento di implementazione», ha spiegato la Baracchini che ha insistito sulla necessità di affrontare in modo “sistemico” la discussione sulla Sanità in Lunigiana, tenendo conto anche e soprattutto della situazione della viabilità e della morfologia di questo territorio. Riguardo poi alla questione del punto nascite, che tanto clamore ha sollevato in questi mesi con diversi bambini venuti alla luce durante il viaggio verso l’Opa, la Baracchini è stata lapidaria: «Ricordo solo che quando è stata imposta la chiusura del nostro punto nascite ci era stato promesso un potenziamento degli ambulatori. Ecco, questo non c'è stato».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
