Il dolore
Rapina in via Pisa, ora gli arresti sono sei
Sgominata l’intera banda che aveva legato 15 persone. Uno dei malviventi aveva un trolley con 5mila euro in monetine
MASSA. Tutti presi, e nel giro di poco tempo, i rapinatori che venerdì scorso avevano rapinato la filiale di Via Pisa (a Marina) della Cassa di Risparmio di Carrara, legando le 15 persone trovate all’interno. Tuti in manette e recuperata anche la valigia piena di spiccioli – 5mila euro circa – che facevano parte del bottino.
Tre li avevano intercettati e arrestati pochi minuti dopo il colpo nel viale di Marinella. Gli altri tre sono andati a prenderli qualche ora dopo alla stazione centrale di Milano. Con un’operazione da manuale gli investigatori della squadra mobile della Spezia hanno smantellato in ventiquattr’ore la gang che aveva attaccato armi in pungo la Cassa di Risparmio di Carrara a Marina.
Una banda di professionisti. Gente, dura, determinata e dal sangue freddo al punto di restare mezz’ora dentro la banca in attesa che si aprisse la cassaforte. Gente spietata che non ha esitato a legare con fascette di plastica da imballaggio gli impiegati e i clienti che si trovavano dentro la sede dell’istituto di credito. C’erano anche due bambini terrorizzati. La mamma ha supplicato i rapinatori di non legarli. L'unica concessione che è riuscita a strappare è stata quella che venissero legati assieme a lei, perché potessero stare vicini. Un’altra donna, che assieme al figlio era appena uscita dalla banca, è stata bloccata e riportata dentro per evitare che avendo visto qualche movimento potesse dare l’allarme. Insomma veri professionisti che – tuttavia – quando sono stati intercettati dai poliziotti non solo non erano armati ma non hanno opposto resistenza e si sono lasciati ammanettare senza accennare neppure un tentativo di fuga.
I primi tre sono stati presi a Sarzana nella rotatoria tra viale XXV Aprile e la variante Aurelia. A incastrarli è stata la memoria fotografica di un poliziotto che l’aveva arrestato una decina d’anni fa, ha riconosciuto il bandito e l’ha comunicato ai colleghi che su altre auto erano in zona ed è scattato l’accerchiamento.
Il volto noto dei primi tra arrestati è il più anziano della banda: si chiama Ignazio Gambino, ha cinquantasei anni ed è palermitano come i suoi cinque complici Assieme a lui c’erano il nipote Giuseppe Gambino di 24 anni, che nel colpo aveva il ruolo dell’autista e non è entrato in banca e Davide Loiacono anche lui ventiquattrenne. Incrociando informazioni presenti nella banca dati della polizia e verifiche su alcune utenze telefoniche gli investigatori spezzini hanno fiutato la pista che portava a Milano. Così alla squadra mobile Francesco Lamparelli, Nello Barenco, Leonardo Agus, Luigi Vilardo, Orietta Spagnari, Marco Miele e Pietro Castorina si sono suddivisi il lavoro ed è scattata l’operazione per intercettare il resto della banda. All'appello mancavano altri due banditi e alla stazione di Milano ne sono stati intercettati tre. Con Giuseppe Vitale, 24 anni e Carlo Cardella di 26 è stato beccato anche Gioacchino Cardella, 43 anni che nel colpo si è limitato al ruolo di autista. A incastrare il terzetto è stato il malloppo che avevano con loro. Il colpo ha fruttato 16 mila euro che sono stati recuperati e nelle tasche di uno dei tre beccati a Milano è stata trovata anche la mazzetta civetta prelevata dalla banca.
Ieri in conferenza stampa, la Questura spezzina ha raccontato e ricostruito la vicenda e il suo epilogo positivo. Aggiungendo un particolare perfino curioso. Uno dei componenti del trio fermato a Milano stava trascinando un trolley particolarmente pesante: dentro – lo hanno scoperto dopo l’arresto gli agenti – c’erano 5mila euro, tutti in monetine prelevate nel colpo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
GUARDA LE FOTO CHOC
DELLA RAPINA SU
www.iltirreno.it
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
