Il Tirreno

Imu, tutti pagano in banca Sportelli presi d’assalto

di Claudio Figaia

Ieri il rush finale per versare l’acconto, code e superlavoro in molte filiali Agli uffici delle Poste, invece, soltanto un aumento “nella norma” di utenti

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MASSA. Sportelli Master semi-deserti, tabaccai (sì, si poteva pagare anche lì) che di F-24 ne avranno visti un paio; uffici postali con code sopra la media ma senza grandi problemi. E banche prese d’assalto.

Sono stati gli sportelli degli istituti di credito a sopportare il grosso dell’ondata dei “pagatori dell’Imu”. Folle quasi mai viste – «se non ai tempi delle deleghe Iva», ricordano gli impiegati più esperti – nella sale “air conditioned” (meno male) delle filiali cittadine. Che, in alcuni casi, hanno vissuto momenti di difficoltà.

Pagare le tasse beh, non è mai una gioia. L’Imu, poi: non solo è una mezza stangata– almeno per i possessori delle seconde case, per uffici e attività commerciali – ma, a differenza di altre imposte (come la Tarsu o le bollette di Enel, Telecom ecc.) non puoi fartela addebitare comodamente sul conto corrente, ma te la devi prima calcolare e poi versare “di persona”. E così è stato per i massesi (come per il resto degli italiani): appuntamenti ai Caf, scarico di moduli F-24 dai siti internet,consulti dal commercialista per calcoli e rateizzazioni. E poi tutti a saldare l’acconto.

Alberto Grossi, funzionario della Mps di piazza Aranci, indica il display delle prenotazioni agli sportelli, dove lampeggia il numero 153. «Nei giorni “normali” a quest’ora (sono le 12 circa) avrebbe segnato al massimo 60. Abbiamo avuto un forte incremento di clientela. Oggi (ieri per chi legge ndr.) ma soprattutto giovedì e venerdì scorsi. Abbiamo tre operatori di sportello e altri quattro che si occupano di consulenze. Per fare fronte all’afflusso legato al pagamento Imu abbiamo fatto in modo che questi ultimi si rendessero disponibili a ricevere i modelli, riuscendo così a snellire le code. Qualche difficoltà tuttavia, c’è stata. Bisogna attendere che la nuova imposta entri a regime e che i cittadini imparino a scaglionare i pagamenti».

Nell’istituto accanto, poi, la Banca Toscana (ora anch’essa Mps) c’erano code fino all’esterno e gli addetti hanno, a un certo punto della mattinata, aprire le porte anti-panico. «In questi giorni è arrivata davvero tanta gente, tanto che abbiamo dovuto spostare personale agli sportelli. In qualche misura, comunque, ce lo aspettavamo, del resto la ex Banca Toscana è una delle più radicate in città e la clientela di tipo famigliare è numerosa. Inoltre c’è da registrare che il pagamento tramite canali telematici è stato praticato solo da una piccola percentuale degli utenti», dice Andrea Salieri, vicedirettore della filiale.

Situazioni analoghe negli altri istituti cittadini. Alla Cassa di Risparmio di Carrara di viale Stazione, ad esesempio – «parecchie persone e anche gente fuori dalla porta» – o all’Unicredit di Via Carducci: «Giovedì, venerdì e lunedì sono stati tre giorni di superlavoro, neanche nei gli anni in cui si pagava l’Ici sulla prima casa si è vista tanta gente in filiale».

Quasi a sorpresa, invece, non c’è stato l’assalto alle Poste. O meglio: code più lunge del solito sì, tempi di attesa allungati sì, ma niente di clamoroso. «Abbiamo predisposto uno sportello “dedicato” all’Imu e abbiamo nei giorni scorsi postiticpato la chiusura alle 20,10 e questo può avere contribuito a smaltire le richieste. Comunque nessuna emergenza», spiega Letizia Centi, addetta alle informazioni dell’ufficio Poste Italiane di Viale Democrazia.

A settembre il secondo round.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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