Attenzione
Il palazzo è nato a cinque piani Lo dice il progetto originale
MASSA. Nell’incertezza che regna ancora sulla stabilità dei condomini di via Pisacane un punto fermo c’è: il palazzo è stato progettato per essere costruito a cinque piani, non a tre. Il dubbio era...
MASSA. Nell’incertezza che regna ancora sulla stabilità dei condomini di via Pisacane un punto fermo c’è: il palazzo è stato progettato per essere costruito a cinque piani, non a tre.
Il dubbio era stato sollevato dal consigliere Benedetti che nei giorni scorsi ha raccolto le testimonianze di alcuni abitanti dell’edificio che ricordavano che nel progetto iniziale lo stabile era concepito per essere a tre piani e che sono dopo era stato “allungato”.
In effetti a guardare la facciata balza agli occhi il fatto che i primi tre piani seguono un disegno omogeneo, con i tre balconi uno sopra l’altro su un lato e le due file di finestre dall’altro, mentre gli ultimi due piani sono concepiti in modo diverso. Dettagli che, va detto, non sono necessariamente indice di un cambio di programma. Se così fosse, si era però detto Benedetti, il rischio di crollo sarebbe ancora più grave.
Preoccupazioni che si sono sommate a quelle create dalle modalità stesse con cui è nato il palazzone, costruito con materiale prefabbricato, cosa che non gioca a favore della stabilità in caso di scossa sismica.
Ora, però, su tutti i dubbi vale la documentazione custodita nell’archivio comunale, ovvero la licenza edilizia numero 74/10/47 del 31 ottobre 1974 rilasciata all’Istituto Autonomo Case Popolari (il “babbo” dell’Erp). Il progetto, a firma dell’architetto Enrico Ambrosini, è di un edificio di 1.156,5 metri quadri, 22.090 metri cubi, lungo 110 metri, largo 12,30 e alto 19,10 con «piani n. 5».
Il tagliando di inizio lavori riporta la data dell’8 ottobre 1975; l’abitabilità fu concessa il 18 settembre 1979.
Il palazzo che vediamo oggi, insomma, risponde al progetto. «Mi preme ricordare – spiega l’assessore Nardi – che per lo studio che abbiamo commissionato ci siamo rivolti a un luminare in materia, il professor Walter Salvatore, consulente anche per il sisma dell’Emilia e in altri terremoti. Dunque siamo assolutamente in ottime mani». (f.f.)
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