Il Tirreno

Il made in Carrara alla conquista di Pitti

di Cinzia Chiappini
Il made in Carrara alla conquista di Pitti

D’Avenza, Mason’s, Brine e Kejo: quattro storie di successo presentano da oggi tutte le loro novità a Firenze

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CARRARA. Fervono i preparativi per Pitti Immagine Uomo, uno degli appuntamenti più importanti della moda maschile italiana, al via da oggi. In queste ore febbrili, a Firenze, tra i 1.059 marchi che daranno vita all'82ª edizione della manifestazione, che lo scorso anno ha registrato 32mila presenze e in cui quest'anno ne sono attese altrettante, ci sono anche cinque aziende fortemente legate a Carrara ed entrate di diritto nel gotha della moda italiana. Mason's, D'Avenza, Brine, Kejo e Peuterey saranno tra i protagonisti delle sfilate che a partire da oggi e per tre giorni porteranno in passerella le ultime novità della moda maschile, in un appuntamento chiamato a confrontarsi con la sfida della crisi economica che ha avuto ripercussioni particolarmente forti, soprattutto sul mercato italiano del settore.

Mason’s: volumi e materiali nuovi. Volumi e materiali nuovi, con abbinamenti diversi per creare un out-fit assolutamente originale e personale. E' questa la proposta di Mason's per l'edizione 2012 di Pitti Immagine Uomo, dove la casa di moda approda con il suo stand ispirato a una splendida villa, con tanto di giardino all'italiana: in questa cornice, saranno presentati i modelli Mason's, dai capi più raffinati e sartoriali alla novità pensate per la clientela più giovane, a iniziare dai pantaloni fluo che si "accedono" ma solo sotto le luci uv. «Non proponiamo semplici abiti ma storie, ciascuna con la sua identità», spiega Nicola Martini patron dell'azienda, sottolineando l'importanza dell'innovazione in un momento di crisi generale come questo. «Oltre alle nuove proposte della nostra linea, ci stiamo affacciando sui mercati emergenti, per far arrivare i nostri prodotti di altissima qualità anche a chi, fino a poco tempo fa, non se li poteva permettere». Usa, Giappone, Corea del Sud ma anche Europa: queste le nuove frontiere di Mason's che guarda già oltre la crisi, puntando soprattutto sulle risorse umane. «Siamo riusciti a non operare alcuna riduzione dei livelli occupazionali, anzi l'idea è quella di ampliarci - spiega Martini - Abbiamo bisogno di personale specializzato, che non è facile da trovare, e su questo vogliamo investire».

La D’Avenza e il colore. Tanto colore per dare una ventata di novità anche ai modelli più tradizionali, con tre capi simbolo - il doppiopetto, il monopetto punta lancia e lo storico smoking - a fare da fiore all'occhiello alla proposta della casa di moda carrarese: la D'Avenza arriva a Pitti Immagine Uomo con una collezione che guarda al di là della sua clientela tradizionale. Puntando su stile "dandy" e sul colore, l'obiettivo è quello di conquistare anche i più giovani, sempre alla ricerca di proposte nuove ma sempre di qualità. «E' un momento drammatico», ammettono dall'azienda, spiegando che le difficoltà non nascono solo dal calo delle richieste ma anche dall'incapacità di alcuni clienti di saldare i pagamenti della merce ordinata. Una crisi che al momento non ha avuto ricadute sui 60 dipendenti della casa di moda, che proprio a partire da ieri hanno iniziato a seguire l'orario estivo. Intanto i vertici della D'Avenza restano fiduciosi e puntano sul rinnovamento per cercare di uscire dal tunnel: non solo nuovi modelli ma anche cambiamenti radicali nella rete di vendite, con aperture ai mercati emergenti in Medio Oriente e Cina, per accaparrarsi nuovo e facoltosi clienti.

I colori pastello della James Brine. Colori pastello, materiali anni '70 e un'atmosfera che ricorda le immagini di Brigitte Bardot e Jacqueline Kennedy durante le loro vacanze a Capri. Così Giacomo Rizzo sintetizza lo spirito della collezione che Brine presenterà a Pitti Immagine Uomo, che a detta di tutti arriva in una fase molto difficile, soprattutto per l'Italia. «Il mercato interno è in forte crisi - dichiara il patron della casa di moda - Ma noi operiamo anche negli Stati Uniti e in Giappone, dove la situazione è migliore». Negli ultimi cinque anni, la Brine ha puntato sui mercati emergenti, facendo arrivare i suoi prodotti dall'Asia all'America, e in particolare in paesi come la Corea del Sud e l'Australia. «Questa strategia, insieme a un pizzico di fortuna, che è sempre necessaria, ci ha permesso di non avere ricadute sull'occupazione e di tutelare i nostri dipendenti che operano in Toscana, Campania e Veneto», spiega Rizzo. Ma al di là degli affari, il patron di Brine tiene a sottolineare l'impegno della sua azienda, sul fronte umanitario. «Negli ultimi mesi abbiamo voluto investire più in beneficenza che in comunicazione», racconta Rizzo, spiegando che oltre agli aiuti alle popolazioni colpite dal terremoto in Emilia, la sua azienda ha partecipato a un progetto in Giappone, che ha permesso di far ripartire l'attività di alcuni pescatori colpiti dallo tsunami del 2011, a cui sono state donate imbarcazioni nuove, su cui campeggia appunto anche il marchio Brine.

L’innovazione tecnologica di Kejo. Tanta tanta innovazione tecnologica: è questo il segreto della collezione che Kejo presenterà a Pitti Immagine Uomo, in uno stand da 400 metri quadrati. Materiali assolutamente innovativi per un marchio emergente dello sportswear, reso celebre dai suoi giubbotti e piumini. «I nostri capi saranno caratterizzati da materiali assolutamente esclusivi», racconta Massimo Tassinari, amministratore delegato di un gruppo che oltre a Kejo, include brand come Dekker, Dek'her, 10East, D-twice e D21. Anche in questo caso, la strategia per affrontare la crisi va al di là della proposta alla clientela: «Stiamo proponendo nuove condizioni di lavoro ai nostri punti vendita, nel tentativo di superare questo momento che sta avendo, per loro, ricadute particolarmente pesanti», racconta Tassinari, citando la rete di 1200 negozi - solo in Italia - che fanno capo al suo marchio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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