La manifestazione
Agricoltori contro i cinghiali
«La Regione ci chiede la filiera, ma gli ungulati distruggono tutte le colture»
LICCIANA. Va bene incentivare le coltivazioni di prodotti di nicchia ma prima bisogna risolvere il problema della massiccia presenza dei cinghiali che devastano le coltivazioni. La contrapposizione è sorta nei giorni scorsi tra gli agricoltori e i rappresentati degli Enti comprensoriali durante un incontro al castello Malaspina di Terrarossa. Gli agricoltori ormai sono esasperati dal proliferare incontrollato dell'ungulato selvatico che introdotto decenni fa ora è un autentico flagello per ogni genere di coltura agricola. Ad accendere la miccia è stata la proposta della Regione di mettere a coltivazione almeno 35 ettari di grano di una antica varietà tipica della Lunigiana che dà un'ottima farina molto indicata per la preparazione di panigacci e focaccette. Insomma un processo di filiera corta per arrivare ad un prodotto di qualità autoctono. Sull'argomento è intervenuto un agricoltore di San Terenzo Monti, Dario Tonelli, che in sessanta ettari coltiva viti, ulivi, cereali e alleva bovini chianini, piemontesi, maiali di cinta senese e mucche pontremolesi in via d'estinzione. Tonelli si è lamentato perché «non vengono attuate misure atte a ridurre drasticamente il numero dei cinghiali», parole apprezzate dagli altri agricoltori.
«Bisogna far girare le squadre dei cacciatori da una zona all'altra - ha proseguito Tonelli - finora invece si è fatto il contrario e si assiste in certi posti ad azioni arbitrarie che consistono nel mettere a disposizione del cibo per questi animali selvatici in modo da ottenere due parti l'anno o peggio ancora, ho assistito in un bosco di Fosdinovo, all'introduzione di cinque femmine gravide acquistate da cacciatori e trasportate da un commerciante , allo scopo di aver sempre animali da cacciare in barba alle esigenze vitali dei contadini». Insomma, un grido di allarme lanciato all'interno di un’aula gremita da chi spera in interventi delle istituzioni al fine di alleviare le difficoltà degli agricoltori lunigianesi.
Marco Landini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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