Il dolore
Si riaccende la querelle fra l’Opa e il Meyer
Si riaccende la querelle Opa–Meyer. La scintilla è il caso di una dodicenne di un paesino vicino a Firenze in arresto cardiaco, sballottata da un ospedale all’altro per essere salvata.
MASSA. Si riaccende la querelle Opa–Meyer. La scintilla è il caso di una dodicenne di un paesino vicino a Firenze in arresto cardiaco, sballottata da un ospedale all’altro per essere salvata. La ragazzina ora è fuori pericolo, ma a Firenze si torna a discutere della “carenza” del Meyer. Che è un centro di eccellenza nazionale per la pediatria, ma che non dispone di una Cardiochirurgia infantile. Quella, la cardiochirurgia pediatrica, anch’essa “di eccellenza, è a Montepepe di Massa: all’Opa, appunto. All’Ospedale pediatrico apuano, viceversa, non ci sono molte altre specialità pediatriche che, invece, sono concentrate al Meyer.
Il risultato è che spesso i piccoli pazienti sono costretti a fare la spola fra Massa e Firenze. Con tutti i disagi, i problemi e i rischi che ne possono conseguire. Per questo da più parti, soprattutto da Firenze, si chiede una maggiore integrazione tra i due ospedali. Di recente alcuni medici specialisti del Meyer hanno chiesto alla direzione la presenza di un chirurgo di turno per le emergenze. Altri parlano della necessità di fare dei due centri una struttura unica, pur su due sedi.
Ciò, tuttavia, espone l’Opa-Monasterio al rischio di essere progressivamente svuotata della sua “eccellenza” sulla chirurgia del cuore. Luigi Donato, direttore generale della Fondazione Monasterio/ Cnr ha sempre difeso senza cedimenti la autonomia e le prerogative dell’ospedale di Montepepe. Ma quando Donato lascerà (e non sarà tra molto, visti i limiti di età), chi sarà in grado di tutelare con altrettanta autorevolezza l’Opa?
Claudio Figaia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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