Il Tirreno

Polo chirurgico a Carrara? La maggioranza apre

La coalizione Pucci chiede un super distretto sanitario nella zona stazione con guardia medica sulle 24 ore. E dice: adesso basta con i campanilismi

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MASSA. Basta con i campanilismi, avanti tutta con la realizzazione del distretto socio-sanitario in zona Stazione, e che sia “bello grande e adeguatamente attrezzato”. Si avvicina la definizione del Pal 2011-2013 e la coalizione Pucci firma un documento unitario sulle strategie in campo sanitario. Paolo Della Pina, Andrea Giusti, Lauro Giusti, Cesare Lorieri, Pier Paolo Marchi marciano all’unisono e dettano al sindaco alcune “condizioni irrinunciabili” su cui la maggioranza è pronta a dare battaglia.

La premessa è: la riorganizzazione delle strutture sanitarie, inevitabile e necessaria in vista della nascita dell’ospedale “unico” in viale Mattei, deve rispondere a logiche di «qualità e di rispondenza al bisogno di salute dei cittadini, con livelli di efficienza senza diminuzione dei servizi».

Dunque, via libera alla riorganizzazione dell'offerta ospedaliera con la «concentrazione in uno dei due ospedali di Massa e Carrara di tutte le attività chirurgiche che verranno poi trasferite nel nuovo ospedale di Viale Mattei (comprese quelle di Urgenza e di Emergenza del 118); e nell' altro ospedale di tutte quelle che senza rischio per la collettività, potranno rimanere in sede extraospedaliera». Ebbene, sul dove collocare il polo chirurgico, la maggioranza - e questa è una concessione importante – dice di di non avere alcuna «preclusione campanilistica su ciò che la Conferenza dei Sindaci deciderà». Ma altre soluzioni, come quella di localizzare in uno degli ospedali la Chirurgia vascolare e la Radiologia interventistica senza la Ortopedia, sono da scartare e hanno quantomeno «bisogno di un nullaosta tecnico che si assuma la responsabilità della scelta nei confronti di possibili inconvenienti sanitari».

Per quanto riguarda il distretto, la maggioranza riafferma il suo ok sull'area della stazione. «Sollecitiamo però il sindaco – aggiungono tuttavia i capigruppo – non per manie di grandezza bensì per un ottimale utilizzo delle risorse, di pensare ad una struttura socio-sanitaria capace di far fronte al bisogno di salute del territorio per un lungo periodo dal punto di vista delle dimensioni dell’edificio che accoglierà questo bisogno».

Dunque, un super-distretto, ritenuto necessario dalla futura scomparsa delle strutture a destinazione sanitaria oggi presenti sul territorio massese che l’Asl ha deciso di vendere per recuperare risorse per finanziare il nuovo Ospedale delle Apuane: dal vecchio ospedale con il monoblocco, agli edifici di via Democrazia e di via Alberica, al Distretto di via Bassa Tambura.

Il presidio sanitario territoriale dovrà dunque, chiede la maggioranza «essere attivo 24 ore su 24 per far fronte all’assistenza alle patologie croniche sempre maggiori con l’aumentare dell’età e dei codici bianchi e azzurri del Pronto Soccorso per diminuire la pressione sull'Ospedale; dovrà ospitare la guardia medica, avere un consultorio adeguato al bisogno delle donne italiane e non, e degli adolescenti, e dovrà essere in grado di garantire una maggiore assistenza domiciliare infermieristica e ostetrica vista la diminuzione della degenza media ospedaliera e la riduzione delle risorse regionali per i non autosufficienti nelle Case di riposo».

La maggioranza Pucci, infine, chiede che le risorse impegnate dall’Asl nella gestione dei presidi territoriali «segua logiche di equa ripartizione fra i Comuni e che nel Pal 2011-2013 vengano definiti i finanziamenti per il nuovo distretto di Massa e i tempi di realizzazione per la dismissione delle vecchie e il completamento delle nuove strutture sanitarie».(c.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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