Il Tirreno

Misericordia, 750 anni solidali

La Venerabile di Pontremoli è la terza più vecchia d’Italia una storia tutta dalla parte delle persone più deboli

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PONTREMOLI. 750 anni di storia, di legame con una città, con la sua popolazione ed il suo territorio. Un traguardo tagliato dalla Confraternita della Venerabile Misericordia di Pontremoli che ieri in una Piazza Duomo illuminata da un cocente sole estivo ha celebrato ufficialmente il raggiungimento di questo prestigioso obiettivo alla presenza di numerose autorità civili e religiose, mentre la piazza era "addobbata" con i mezzi dell'associazione.

Un traguardo fatto di tante tappe attraversate nel corso dei secoli (ricordiamo che la Misericordia di Pontremoli fondata nel 1262 è la terza più vecchia d'Italia dopo quelle di Firenze, 1244, e Siena, 1250) come ha sottolineato nel suo discorso introduttivo l'attuale e recentemente confermato priore della Confraternita, Claudio Tarantola, che ha subito evidenziato come il percorso effettuato dalla Misericordia nei secoli sia legato alla volontà dei volontari che hanno sempre intrecciato il loro impegno con il destino della Venerabile. Ed infatti il segreto del lungo cammino della Misericordia è senza dubbio unito dalla capacità di adattarsi alle necessità della popolazione e mettendo sempre in cima alla lista delle parole d'ordine carità e servizio. E a questo concetto si è legato anche il sindaco di Pontremoli, Lucia Baracchini, che nel suo discorso di saluto ha evidenziato come dietro questa grande associazione c'è alla base il valore delle conoscenza dell'importanza delle persone e del senso dell'essere. «Una storia pubblica ma spesso distante, slegata dalla grande storia - ha messo in luce il primo cittadino - fatta di tanti servizi che passano spesso sotto silenzio perché compiuti in maniera discreta e silenziosa. Credo che il senso profondo del valore della Confraternita della Misericordia possa essere sintetizzato con questa appartenenza, silenziosa ma costante e assolutamente fondamentale per la nostra città».

E del resto già nell'omelia della Messa che aveva preceduto l'incontro ufficiale il vescovo diocesano mons. Giovanni Santucci aveva evidenziato come «è nella gratuità del dare che noi siamo felici. Donare felicità alle persone che amiamo è il modo migliore di trasmettere l'amore. Ed è questo il messaggio che ci regala la Misericordia. Parola straordinaria che ha un significato importante: dare il cuore ai miseri». Hanno poi portato il saluto a nome della Provincia il consigliere, Mauro Cozzalupi, il questore Girolamo Lanzelotto ed entrambi hanno avuto parole di lode per i volontari che garantiscono questo straordinario servizio. Ed a nome della Misericordia è intervenuto il presidente regionale della Venerabile Confraternita che ha evidenziato il cammino compiuto dall'associazione nel corso dei secoli «all'inizio della nostra storia per trasportare i malati i volontari utilizzavano delle gerle compiendo anche lunghi tragitti. Oggi utilizziamo questi mezzi di soccorso moderni ed efficaci. Ma se i veicoli, gli uomini e talvolta anche le attività sono mutate, non è cambiato il messaggio della Misericordia di aiuto e sostegno verso la società, e penso anche al caso della tremenda alluvione che ha devastato nello scorso autunno questa terra o alla recentissima tragedia del terremoto in Emilia Romagna, spesso là dove lo Stato non riesce ad arrivare».

La celebrazione si è conclusa poi con la consegna delle Stelle al Merito (30 anni di volontariato attivo) ad Ubaldo Arrighi, Corrado Preti e Florindo Turchetti e delle Croci al Merito (50 anni di volontariato attivo) ad Andrea Bertolini, Renzo Bucchioni e Giuseppe Savi; e con l'inaugurazione di un nuovo mezzo donato alla Misericordia di Pontremoli.

Riccardo Sordi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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