Attenzione
Rapina in banca, preso il quarto uomo
Era riuscito a scappare in treno fino a Bologna. La squadra mobile a caccia di altri complici nella provincia apuana
MASSA. Arrestato il quarto uomo del commando che ha rapinato la filiale della Cassa di risparmio di Carrara di via Pisa, a Marina di Massa. Gli uomini della squadra mobile, guidati da Antonio Dulvi Corcione, lo hanno preso in Emilia, in una stazioncina poco distante da Bologna. Venerdì pomeriggio era riuscito a scappare grazie al fatto che non era salito sulla Punto grigia che avevano preso i suoi tre complici e che poi era stata intercettata dalla polizia di La Spezia a Sarzana. Si era dileguato a piedi e poi aveva preso un treno. Una mossa che però non era sfuggita agli agenti della Polfer, che hanno segnalato una persona sospetta ai colleghi delle volanti.
I nomi degli arrestati, però, restano ancora secretati perchè l’impressione degli inquirenti è che possano esserci degli altri complici. Non si tratta di persone che hanno partecipato alla rapina, che erano quattro come hanno testimoniato le persone prese in ostaggio, ma di uomini che hanno fornito supporto logistico al commando. Non proprio basisti, bensì massesi (o carrarini) assoldati dalla banda per dare una mano a risolvere eventuali piccoli intoppi.
La squadra mobile comunque considera il caso chiuso e sta effettuando alcuni rilievi più per scrupolo che per convinzione. Del resto l’intuizione di seguire quella Punto grigia che girava per Massa, venuta proprio a chi lavora negli uffici della mobile apuana, si è rivelata vincente. Gli agenti quando hanno capito che era quello il mezzo usato per la rapina alla Cassa di risparmio di Carrara hanno avuto gioco facile (si fa per dire) nel mettersi all’inseguimento. Poi i colloqui via radio tra Corcione e i colleghi di La Spezia hanno contribuito a tessere una tela impossibile da superare per i tre malviventi.
E non era facile metterli nel sacco. Come detto si tratta di persone con precedenti penali, sempre per rapina, che provengono dal profondo sud. Professionisti, insomma. Talmente bravi da essere troppo sicuri di loro. Da qui l’errore: la Punto era stata rubata nei pressi di Roma. Pensavano di farla franca camuffando leggermente la targa. Invece...
All’interno della banca erano stati perfetti: hanno legato gli adulti (una quindicina di persone tra clienti e impiegati) e li hanno portati in una zona non visibile dall’esterno. I tre bimbi invece sono stati lasciati liberi accanto ai genitori e ai parenti che erano con loro. In mezz’ora hanno raccolto quello che volevano. Anche se sono fuggiti prima dello sblocco del timer del bancomat. Avevano sentito le sirene e dovevano andare via. A malincuore, visto che attendevano di mettere le mani su almeno altri centomila euro. Avevano pistole - che però non hanno mostrato con insistenza agli ostaggi - e dei lunghi coltelli legati al polpaccio e visibili da chiunque. Coltelli che hanno terrorizzato chi è rimasto in balìa della loro violenza.
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