Proteste
Imu, è caos allo sportello «Così è difficile pagare»
A Massa nessuna informazione per lo stato di agitazione dei dipendenti Master A Montignoso invece la festa del patrono fa restare i comunali a casa loro
MASSA. Giornata campale ieri a Massa e Montignoso per i dannati dell’Imu. A causa di un’assemblea sindacale del personale di Master e della festa del patrono di Montignoso è stata davvero ardua chiedere informazioni sulle modalità di pagamento dell’imposta. Tanti cittadini esasperati hanno chiamato la nostra redazione chiedendo di fare qualcosa: «Sto chiamando da questa mattina alle 9 - dice un libero professionista quarantenne che aveva deciso di pagare ieri la tassa sugli immobili -, non mi risponde nessuno alla Master ma dopo una ventina di squilli la chiamata viene dirottata al centralino del Comune e una signora mi dice di riprovare più tardi. Il 18 giugno è l’ultimo giorno utile per pagare la prima rata senza sanzioni, cosa devo fare?».
Purtroppo dopo aver tentato anche noi di contattare Master l’unica cosa che abbiamo capito era possibile fare era rimandare tutto a lunedì, ultimo giorno utile. Quando ci sarà la confusione più totale. Stessa cosa per Montignoso, dove ieri gli sportelli erano inesorabilmente chiusi per la festa del patrono. Anche in questo caso telefonata di un lettore infuriato: «Noi che lavoriamo nel privato non facciamo festa, loro sì. Con l’incombenza dell’Imu avrebbero potuto tenere almeno quello sportello aperto. Invece...».
Chi continua a lavorare incessantemente invece sono i Caaf di Cgil, Cisl e Uil. Dalle settanta persone servite al giorno siamo arrivati al centinaio. Con punte di 120, record toccato ieri pomeriggio. Gli uffici postali e le filiali delle banche ieri hanno dovuto darsi un gran da fare e per le Poste anche questa mattina ci saranno dei problemi per smaltire le code.
Intanto da segnalare alcuni casi di persone che quando hanno visto quanto dovevano sborsare - si parla di chi possiede più di una seconda casa - hanno iniziato a urlare contro l’impiegato che aveva fatto il conteggio. Un uomo sulla sessantina ha capito che tra lui e la moglie dovranno dare più di cinquemila euro allo Stato. Ma è soltanto uno dei tanti di casi di stangate che colpiscono persone che in questo momento stanno pensando di cedere l’appartamento avuto in eredità dai propri genitori. Altri tempi, quando il mattone era un bene rifugio.
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