Il Tirreno

Decine di filmati con bambini, arrestato

Decine di filmati con bambini, arrestato

Nell’operazione “Strike” finisce in carcere con l’accusa infamante di pedopornografia un operaio insospettabile di 60 anni

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CARRARA. Di giorno, operaio insospettabile, senza precedenti particolari (solo qualche vecchia querela, poi finita nel nulla); poi a casa, dopo il lavoro, si trasformava, e diventava un accanito consumatore di filmati pedopornografici con minori dai contenuti fin troppo espliciti. Quando la polizia è andata ad arrestarlo, il nostro concittadino - 60enne, abita alla prima periferia della città - ha provato a nascondere parte del materiale, stipato in dischi di memoria. Ma dalla perquisizione e dal computer sequestrato tutto l’orrore è saltato fuori.

E così, è arrivata anche in città la grande inchiesta internazionale “Strike” contro una rete di pedopornografia, partita quasi un anno fa dalla Germania, transitata verso Catania - procura capofila - e poi ripartita verso le altre procure d’Italia in cui risiedevano i consumatori abituali dei filmati dello scandalo. Grandi i numeri dell’inchiesta coordinata dalla procura catanese, condotta insieme alla polizia tedesca, la polizia Postale e delle Comunicazioni, il servizio centrale della Polizia delle Comunicazioni: 109 le persone denunciate per divulgazione e detenzione di immagini di pornografia minorile, otto gli arresti in flagranza.

La complessa indagine, avviata nel 2010 - ha sottolinea la questura catanese - ha visto convergere in un'unica operazione di polizia due diverse attività di contrasto del fenomeno illecito in cui preziosa è stata la collaborazione dell'Interpol. Inizialmente è stato individuato un sito web con sede in Germania che diffondeva immagini di pedopornografia e sono stati identificati gli utenti italiani che avevano acquisito foto di pornografia minorile da quel sito. Il sito in meno di due mesi aveva avuto oltre 44mila accessi nella sezione nominata “Teen group” contenente centinaia di immagini di bambini coinvolti in atti sessuali.

Per alcuni mesi la polizia italiana e quella tedesca hanno seguito le tracce telematiche di utenti che sulla rete “eDonkey2000” divulgavano video dal contenuto pedo-pornografico. E' stato utilizzato un sistema già conosciuto dalla polizia italiana che consente di monitorare le reti e individuare coloro che diffondono determinati file.

Le persone arrestate risiedono a Siracusa, Napoli, Firenze (tre), Carrara, Modena e Bolzano.

Tutti gli arrestati - fa notare la polizia - detenevano e, in alcuni casi, divulgavano ingenti quantità di video di pornografia minorile. In particolare, l'arrestato di Napoli tra il numeroso materiale pedopornografico aveva immagini autoprodotte raffiguranti adolescenti e minori ripresi nel bagno di casa con le parti intime scoperte, mentre «espletavano attività fisiologiche». Un altro degli arrestati ha tentato la fuga portandosi degli hard disk e un altro ancora deteneva oltre 436.000 file di pornografia minorile. Le province dove risiedono gli indagati sono: Alessandria, Arezzo, Avellino, Bari, Belluno, Bolzano, Biella, Brescia, Brindisi, Carbonia Iglesias, Catania, Chieti, Cosenza, Crotone, Cuneo, Ferrara, Firenze, Foggia, Grosseto, Imperia, Lecce, Livorno, Mantova, Massa-Carrara, Milano, Modena, Napoli, Parma, Pavia, Pisa, Pordenone, Prato, Reggio Emilia, Roma, Siracusa, Torino, Trieste, Trapani, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza, Viterbo.

Dal punto di vista operativo, la procura di Catania ha trasmesso alcuni mesi fa alla procura di Massa (titolare dell’inchiesta è la dottoressa Rossella Soffio) parte degli elementi a carico del nostro concittadino. A quel punto, nelle indagini è subentrata la squadra mobile di Massa, guidata dal dottor Dulvi Corcione, che si è avvalsa della collaborazione dell’ispettore Stefano Rossi della polizia postale. In questi mesi sono state seguite le tracce telematiche di utenti che divulgavano on line video dal contenuto pedo-pornografico.

I video pedopornografici, alcuni dei quali di quasi trenta minuti, ritraevano bambini costretti ad atti sessuali, anche con adulti; in moltissimi casi le vittime erano in età preadolescenziale.

Il carrarese sul quale pesano le accuse infamanti è stato arrestato la scorsa settimana; gli inquirenti non divulgano le generalità perché convinti che possa avere dei complici, sui quali il cerchio potrebbe stringersi. (m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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