Il Tirreno

Davanti al giudice la versione dell’ “orco”

Davanti al giudice la versione dell’ “orco”

Previsto per venerdì l’interrogatorio del pensionato accusato di aver sfruttato una minorenne

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CARRARA. La prossima settimana sarà lui, l'"orco", a dare la sua versione dei fatti. Il 66enne Bruno Poggi, operaio di Nca in pensione sotto accusa per cessione continuata di sostanze stupefacenti a minorenne in cambio di prestazioni sessuali, induzione alla prostituzione di minorenne, favoreggiamento alla prostituzione e stalking, sarà interrogato il prossimo venerdì. E questa volta BrunoPoggi, detenuto in carcere a Prato, non si avvarrà, come finora ha fatto, della facoltà di non rispondere.

L'interrogatorio, infatti, è stato chiesto dai suoi legali, Giuseppe Del Papa e Chiara Spediacci che, subito dopo avanzeranno nei confronti del loro assistito, la richiesta dei domiciliari, più precisamente di una caducazione della misura cautelare in carcere.

Intanto la Procura di Genova che si sta occupando del caso, ha richiesto l'incidente probatorio per poter sentire la versione della ragazza, all'epoca dei fatti da lei denunciati, minorenne. Il Gip dovrebbe esprimersi in proposito proprio nei prossimi giorni.

Entra nel vivo, con questi due interrogatori annunciati, una vicenda davvero comlessa. Le indagini sono scaturite dalla denuncia presentata nel gennaio scorso dalla studentessa, vittima da mesi, precisamente dal giugno dell'anno precedente, quando era ancora minorenne, del padre dell'amica. A darle la forza per spezzare le catene del suo "boia" era stata la mamma della giovane, dopo aver trovato nella sua borsa una lettera indirizzata alla moglie del pensionato. Una missiva in cui, fingendosi la madre, le chiedeva disperatamente di far smettere il marito di perseguitarla.

La ragazzina, a quel punto, messa alle strette dalla mamma, le ha confessato tutto.

E insieme sono andate alla polizia. In Commissariato si sono trovati davanti una ragazza devastata con sulle spalle un problema con la cocaina. Ha raccontato il suo calvario e di quel suo aguzzino che, dopo che lei si era ribellata, era diventato uno stalker.

La seguiva, le telefonava ogni ora, le mandava continuamente messaggi sul cellulare. Fino a rendere la vita, se ancora fosse possibile, perfino più difficile. I festini, vere e proprie orge a base di eroina e cocaina, si svolgevano in un casolare, a Fossone, che di giorno il 66enneaffittava per organizzare feste ai loro bambini. (a.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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