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Una ricercatrice: Marble weeks è una grande occasione

Una ricercatrice: Marble weeks è una grande occasione

CARRARA. Marble weeks, all’apertura di un nuovo week end di mostre e iniziative, interviene Alessandra Verdini, ricercatrice nell'ambito della storia dell'arte e dell' antropologia culturale. «Credo...

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CARRARA. Marble weeks, all’apertura di un nuovo week end di mostre e iniziative, interviene Alessandra Verdini, ricercatrice nell'ambito della storia dell'arte e dell' antropologia culturale.

«Credo che sia utile, quando si può, considerare il pensiero e la volontà dell'artista, e in ogni caso, porsi di fronte ad un opera con un animo scevro da pregiudizi e da stereotipi che indirizzano e viziano la nostra comprensione. Ecco, io parlerei di "ascolto attivo", che in poche parole è ciò che si fa, o che si dovrebbe fare, quando si discute con qualcuno. C'è poi una qualità che l'arte possiede a prescindere dalle forme con cui può presentarsi, ed è la facoltà di trascendere la sua materialità, le sue qualità formali; talvolta si tratta di permettere un vero e proprio oltrepassamento, un superare il qui e l'ora, un andare verso l' oltre mediante un'emozione estetica che può anche divenire vertigine. Certo, se tutto ciò non avviene, non può essere considerata una colpa o una mancanza, ma anche in questo caso, dal momento che ogni opera si presenta in questo mondo come un'espressione umana (seppur talvolta, forte) comunque pacifica, credo che nessun cittadino libero possa desiderare nei suoi confronti la censura, l'oscuramento, anche perché, esattamente come si fa quando una cosa non ci piace, quest'opera si può semplicemente non guardarla. Questo punto, a mio parere, va sottolineato a maggior ragione, e non è campanilismo, per noi che siamo cittadini di Carrara, che giustamente, grazie anche al lavoro di persone come Francesca Nicoli, continua a mantenere sotto il profilo artistico un dialogo con la contemporaneità, senza perdere il contatto con la tradizione».

«Altro punto: è importantissimo indignarsi e offendersi, questi sono sentimenti indispensabili al fine di favorire il cambiamento e l'evoluzione, solo che, se mettiamo da parte per un attimo i pregiudizi e gli stereotipi di cui parlavo prima, ci accorgiamo, che l'arte, talvolta nell'indignarsi è Maestra, e quindi, questo lavoro utilissimo sotto il profilo sociale, possiamo farlo non contro di lei, ma con lei- continua - Se poi analizziamo nello specifico la situazione femminile, lo scenario diventa macabro. In molti contesti la donna occidentale è invitata a indossare il burka della nudità e dell'eterne giovinezza e magrezza, cosa che ha innescato l'orrendo meccanismo per il quale le donne guardano se stesse con gli occhi degli uomini, quindi, in un'ottica di desiderio.Questo tipo di riflessione potrebbe ovviamente continuare ancora a lungo; concludo, dicendo, quindi, che l'essere umano è un meraviglioso microcosmo che può raccontarsi anche attraverso l'arte e questo raccontarsi può tradursi in un dono, estremamente utile per chi lo riceve».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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