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Ponte della Padula e casa dello studente i tempi si allungano

Ponte della Padula e casa dello studente i tempi si allungano

L’assessore Bernardi e l’infrastruttura che porta al parco: l’amministrazione ha altre priorità, per ora non se ne parla

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CARRARA. Dal ponte “dei sospiri” alla residenza universitaria, cattive notizie per gli incompiuti e gli irreparati della città.

Il disastrato ponte che porta al Parco della Padula dovrà attendere, e con lui, è chiaro, anche tutti i cittadini che avrebbero voluto recarsi al parco senza troppa fatica e senza percorrere un pericoloso pezzo di provinciale, come anziani e bambini.

Un ponte che probabilmente è nato sfortunato già dall'inizio; progettato nel 1999 e inaugurato nel 2002 costato 500 milioni delle vecchie lire, l'opera in pratica non ha mai funzionato a pieno regime, dato che i due ascensori realizzati per l'accesso ai disabili non sono mai stati messi in funzione.

Insomma, probabilmente come spesso accade, si è voluto fare il passo più lungo della gamba, perché mantenere gli ascensori e soprattutto fornirli di un addetto, indispensabile per la sicurezza di chi li avrebbe usati ha un costo, cui le amministrazioni che si sono succedute non hanno mai voluto far fronte.

Al di là di questo però, con o senza ascensore, è un peccato che da mesi ormai non si possa più utilizzare neppure la passerella, a causa di un paio di travi rotte, e l'ingresso sia del tutto sbarrato.

E parlare con il neo assessore ai lavori pubblici, Massimiliano Bernardi, certo non fa sperare in una soluzione per il prossimo futuro: «Ci sono cose ben più importanti del ponte - afferma infatti Bernardi - dobbiamo mettere in sicurezza gli edifici scolastici e gli interventi, anche quando sono di piccola entità, se sommati pesano, in tempi di crisi come questo. Non è da ora che il ponte non si utilizza, in pratica non lo è mai stato, così continuerà a non esserlo».

Poco male allora, questo sembra essere il giudizio dell'Amministrazione: più facile fare a meno di qualcosa di cui da tempo non si è voluto fare uso e ciò anche se i milioni di lire che l'infrastruttura è costata erano pubblici. L’auspicio è che qualcosa si sblocchi quando sarà aperto al pubblico il museo che nascerà, dedicato a Michelangelo, alla Villa Fabbricotti.

Per il momento, verranno fortunatamente messi in sicurezza gli edifici scolastici, certo di prioritaria importanza. Ma la residenza universitaria, l'edificio più inaugurato della storia carrarese, che attende di essere vissuto dal lontano 2007 (proprio dall'avvento della prima amministrazione Zubbani) sembra ancora navigare in cattive acque.

Ritrovati finalmente da Erp che si occupò dei lavori, i certificati antincendio che riguardavano gli ascensori, commissionati nuovamente dal Dsu quelli mai trovati che riguardano le porte degli alloggi, il problema sembrava risolto ma, com'è ormai noto da mesi, adesso è il tetto ad avere infiltrazioni d'acqua. Seppur il progetto che dovevano redigere gli uffici comunali (ricordiamo che l'immobile non ospita solo la residenza ma anche la scuola elementare Saffi e alcuni uffici amministrativi) si dica sia stato completato agli uffici del Diritto allo Studio non è ancora pervenuto. La questione quindi è ancora tutta da vedere e molti conti non tornano, se Bernardi infatti parla di 15 mila euro che dovranno essere deliberati nel prossimo Consiglio Comunale, quella cifra sembrerebbe appena sufficiente per istallare le linee vita che serviranno al sopralluogo che sul tetto non è stato ancora fatto e che sarà indispensabile per quantificare l'entità del danno e, solo allora, si potrà parlare d'intervento e, si spera, finanziarlo.

L’impressione quindi è che per il momento l’amministrazione voglia vederci chiaro, e capire l’entità del danno, sperando probabilmente che si tratti di una cosa risolvibile con poco. Perché se servirà un ulteriore finanziamento, le cose si complicheranno. Da settembre-ottobre sarà disponibile? Per ora, impossibile dirlo.

Barbara Monaco

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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