Lutto
Marmo, solo in 15 dicono “no, grazie” alle nuove tariffe
Il sindaco: la maggioranza delle 80 cave ci ha dato l’Ok E 5 imprenditori scelgono al via soft per ridefinire le cifre
CARRARA. Lo aveva dichiarato prima che scadesse il termine ufficiale, per chiudere il primo round sulle nuove tariffe del marmo.Adesso il sindaco Zubbani, dati alla mano, può ribadirlo forte delle cifre, quelle snocciolate nella seduta di giunta di ieri mattina: delle 80 cave a cui sono state inviate le tariffe determinate da Palazzo civico, azienda per azienda, solo dieci hanno annunciato formalmente il ricorso all’arbitrato. Altri 5-6 imprenditori hanno optato, invece, per una via più soft, chiedendo un incontro con l’amministrazione e un nuovo sopralluogo per arrivare a una ridefinizione delle tariffe. Aggiustando il tiro sul valore di mercato dei materiali.
Marmo: solo 10 “no” alle nuove tariffe I conti, per Zubbani, ora tornano. E sono proprio come si aspettava.
«Avevamo preventivato, con gli uffici, che la stragrande maggioranza delle cave avrebbe accettato le nuove tariffe. E, in fatti, dalla stragrande maggioranza è arrivato il silenzio-assenso alle nostre proposte».
La situazione più complessa è quella delle dieci richieste di arbitrato. «Ci sono alcuni imprenditori - continua il sindaco - che hanno impugnato formalmente le tariffe, nominando già i loro consulenti per il ricorso in arbitrato. E queste saranno, naturalmente, le situazioni che ci impegneranno di più sul piano legale».
In cinque scelgono la soluzione soft C’è chi ha scelto il silenzio assenso: e quindi pagherà le nuove tariffe sull’escavazione determinate, cava per cava, dal Comune. Chi si affiderà a un arbitro, in sede giuridica (come avevamo anticipato ci sono big del calibro di Sagevane, Vennai e Caro). E, infine, chi ha optato per una via di mezzo. Nessun muro contro muro con l’amministrazione, ma un invito a rivedere le tariffe, attraverso un incontro e un sopralluogo in cava. Tutto teso a dimostrare che forse l’amministrazione ha sopravvalutato il materiale estratto.
Sono cinque o sei gli imprenditori (fra questi un altro colosso del settore, la Franchi Umberto marmi) che hanno scelto di intraprendere questa strada.
«Ma non hanno intenzioni bellicose - scherza Zubbani - quindi credo si potrà portare avanti un ragionamento. Almeno è quello che speriamo».
I conti, intanto, verranno fatti nei prossimi giorni.
Giusto per avere un quadro completo, con tanto di cifra stimata dal monte (si è parlato di 5 milioni in più rispetto ad oggi) da portare nella prossima seduta di giunta, tutta dedicata al bilancio e in calendario martedì della prossima settimana.
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